Piazza VIII agosto: arriva il bus anti-gender, è guerra di slogan e sfottò

In un centinaio si sono avvicinati a una ventina di sodali 'no-gender'. Polizia sul posto, qualche battibecco. Il Bus lascia la piazza con mezz'ora di anticipo

“I bambini sono maschi, le bambine sono femmine” si legge su una fiancata dell'autobus arancione, mentre sull'altra “La natura non si sceglie” e “#StopGender nelle scuole”. E' l'ultima iniziativa dei difensori della famiglia 'tradizionale' che hanno organizzato un tour in 15 grandi città. La campagna, ideata da “CitizenGO” e “Generazione Famiglia”, vede anche il supporto del Family Day. Oggi è la volta di Bologna: il bus (e i sostenitori) è arrivato in Piazza VIII Agosto e richiamando anche coloro che lo definiscono "anti-gender" o "autobus dell'odio", cittadini e associazioni.

I contestatori, radunati dapprima sulle scalinate della Montagnola e poi avvicinatisi fino a farsi sentire, hanno gridato slogan e sfottò, più qualche insulto. "Gender qua, gender là, gender in tutta la città", "Ve ne andate si' o no?", "Lotta anale contro il capitale" o "Se la famiglia è sacra percheé massacra?".

L'invito era a scendere in piazza "per rispondere all’odio con l'ironia", quindi si sono ritrovati, a debita distanza, e hanno intonato cori e imporvvisato sketch. Domani gli stessi saranno in presidio all’Ufficio Scolastico Regionale di Via dei Castagnoli per chiedere al direttore "una parola chiara in difesa della libertà di insegnamento e dell’educazione al rispetto delle differenze". 

Dal Bus, i circa 20 sostenitori della campagna StopGender, hanno risposto intonando "libertà, libertà". Poco prima, alcuni erano riusciti ad avvicinarsi al bus, in mezzo ai giornalisti, per poter qualche domanda 'scomoda' agli anti-gender: ne è nato qualche battibecco, ma niente di più.

Qualche settimana fa era stata presentata una mappa delle scuole 'Gender', con tanto di bollini rossi per gli istituti 'a rischio'. A capo dell'iniziativa il comitato "Difendiamo i nostri figli", quello del Family day, alla luce di un dossier sui piani dell'offerta formativa degli istituti di Bologna e hinterland metropolitano. "Il 40% delle scuole bolognesi accoglie le leggi 'genderiste' e un altro 37% presenta indizi di quella ideologia".

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