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In bici sulla nuova ciclabile di via Saragozza che divide i bolognesi | VIDEO

Da necessaria a pericolosa, i pareri cambiano sulla corsia di emergenza percorribile da lunedì 29. L'opinione dei cittadini

 

Sicura e necessaria per i ciclisti, pericolosa e arrangiata per i commercianti. Percorribile da ieri, 29 giugno, la nuova pista ciclabile di via Saragozza fa già discutere.

Prima tra le corsie di emergenza che saranno realizzate dal Comune per incentivare la ciclabilità, la nuova corsia è stata tracciata fuori porta, sulla carreggiata in direzione Porrettana, mentre nell'altro senso resta in uso la corsia preferenziale verso Porta Saragozza per bus e biciclette. In un secondo momento sarà estesa anche a via Porrettana nel tratto fino a via Andrea Costa.

La nuova ciclabile in via Saragozza

Si tratta di una delle piste ciclabili comprese nel BiciPlan, il piano già approvato e in realizzazione dal 2021, che prevede una parte della carreggiata dedicata ai ciclisti su alcune direttrici come via Andrea Costa, via Murri, via Massarenti.

A dividere i bolognesi, perlopiù, la scelta di aver tracciato la corsia accanto alle auto parcheggiate e il restringimento della carreggiata. Eppure, come spiega Simona Larghetti della Consulta della bicicletta, questo tipo di ciclabili è tra le più sicure. Proprio perché permette la visibilità dei ciclisti e, di conseguenza, una maggiore attenzione da parte degli automobilisti in transito.

"Le corsie d'emergenza hanno questa caratteristica ispirata a modelli europei di bike lane ovvero parti della carreggiata auto riservate ai ciclisti senza una separazione ma solo con utilizzo della segnaletica orizzontale. Questa scelta ha delle ragioni importanti – spiega Larghetti – la prima è che in strade complesse come gli assi principali non c'è spazio per ricavare una pista ciclabile a parte, la seconda è che permette di aumentare la sicurezza dei ciclisti perché in contiguità con il traffico veicolare si aumenta la visibilità reciproca ed è importante per evitare incidenti. Ci sono vari studi che dimostrano che anche se magari ci si sente meno protetti – continua – questo tipo di corsia è assolutamente più sicura e diminuisce la probabilità di essere investiti".

Secondo Larghetti, più persone la utilizzeranno più ci sarà consapevolezza e attenzione e quindi sicurezza. Un circolo virtuoso che ha bisogno soprattutto del contributo degli automobilisti: basta soste in doppia fila o apertura degli sportelli improvvisa. 

L'opinione dei commercianti 

Proprio questo non convince alcuni negozianti della via che pensano sia pericoloso e possano verificarsi incidenti. "Era una strada larga, ora è stata ristretta, chissà che succederà a settembre con l'apertura delle scuole – dice uno dei fruttivendoli di via Saragozza – inoltre, se prima veniva qualcuno a fermarsi un attimo per fare la spesa, adesso non si può. Mi sembra che si pensi di più ai ciclisti e meno ai commercianti". Il suo vicino salumiere, gli fa eco e lamenta la mancanza di carico e scarico delle merci, oltre a quella dei parcheggi.

I più contenti senza dubbio sono i ciclisti che però molto spesso devono uscire dalla corsia ciclabile per schivare le macchine parcheggiate in doppia fila. Uno slalom che, come ci raccontano in molti, c'era anche prima visto che la sosta in doppia fila è uno dei problemi di quella strada, soprattutto in porta Saragozza.

"Sarà importante verificare tra sei mesi, un anno, quale è stato l'uso di questa pista ciclabile –  prosegue Larghetti – così come sarà importante fare i controlli e modificare le abitudini per fare spazio a tutti in maniera più sicura. La corsia sarà rivista nel 2021, quando sarà ampliata con una rete ciclabile secondaria per creare una rete ciclabile interconnessa, e dopo questo primo anno di sperimentazione – conclude – si potranno vedere quali sono le criticità e intervenire per migliorarla".

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