Un film dedicato ai riders: si chiama "Pizza boy" ed è stato girato a Bologna

Il cortometraggio è firmato da Gianluca Zonta: "Il mio coinquilino fa il portapizze e gli sono capitate situazioni incredibili"

Il mestiere del runner raccontato dal grande schermo. Saba è un ragazzo georgiano, lavora come fattorino della pizza. Una sera arriva una telefonata: sua moglie sta per dare alla luce il loro primo figlio, ma lui non puo' andare in ospedale perchè rischia di perdere il lavoro. È questa la storia di "Pizza boy", il cortometraggio scritto e diretto da Gianluca Zonta, presentato nella sezione "Fare cinema sociale a Bologna" al Terra di Tutti Film Festival, in calendario tra Bologna e Firenze dal 10 al 13 ottobre.

"Attraverso una storia personale parlo dei tanti fattorini che oggi vengono sfruttati nelle nostre citta'- racconta il regista- Le persone hanno poco rispetto di questa categoria sociale, in particolare quando si tratta di stranieri. È per questo che ho scelto come protagonista un attore georgiano: non volevo andare verso il luogo comune del portapizza filippino, indiano o pakistano". Nel cortometraggio, i personaggi di Saba e di sua moglie vengono interpretati da Giga Imedadze e da Marita Iukuridze, che sono sposati anche nella vita.

I due attori hanno studiato in Georgia alla scuola di cinema, dove hanno iniziato la loro carriera in teatro, per poi recitare in alcune serie della tv statale. "Qui in Italia, il loro accento straniero fa si' che facciano piu' fatica a trovare ruoli adatti- spiega Zonta- li avevo conosciuti tre anni fa e, quando ho scritto la sceneggiatura di questo film, ho subito pensato a loro: sono perfetti per questi ruoli"

Gianluca Zonta, classe 1980, e' nato in provincia di Rovigo ma vive a Bologna da vent'anni. "Il mio coinquilino fa il portapizze e gli sono capitate situazioni incredibili- racconta- quando ho scritto il cortometraggio, comunque, ancora non si assisteva alle violazioni dei diritti del lavoro che si verificano adesso". Negli ultimi anni, infatti, l'esplosione della gig economy ha moltiplicato il numero di fattorini che consegnano cibo per conto di piattaforme come Foodora, Globo, Just Eat o Deliveroo: il lavoro del rider, estremamente flessibile ma privo di tutele, e' ormai il simbolo piu' estremo del precariato delle nuove generazioni.

Ed e' proprio da Bologna che e' arrivata una delle vittorie piu' grandi dei riders che stanno protestando per ottenere maggiori garanzie: a maggio il Comune ha firmato la Carta di Bologna, la prima carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano. "Pizza boy", ambientato proprio a Bologna, segue per 15 minuti la corsa contro il tempo di Saba, che attraversa la citta' freneticamente con il suo motorino, sperando di arrivare puntuale all'ospedale. "La storia del protagonista e' la storia di tanti uomini- spiega il regista- ha un lavoro, e' sposato e sta per diventare padre: lo spettatore si identifica in lui, e vive il suo dramma mentre viene coinvolto in situazioni assurde e a tratti umilianti. I clienti lo vedono come un mero esecutore e non prestano attenzione alle sue esigenze di essere umano. Nonostante questo, quando alla fine arriva in ospedale e vede suo figlio, Saba decide di chiamarlo Antonio: un nome italianissimo, prova del fatto che, nonostante tutto, il protagonista non ha perso la speranza e crede ancora nella possibilita' di integrarsi".

(Dire)

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