Rischi e sicurezza sul web: i 6 consigli della Polizia Postale

Ecco qualche consiglio in pillole da chi "lavora per la sicurezza in rete": cosa fare, cosa non fare, come prevenire, come denunciare

La Polizia Postale elenca una serie di consigli e considerazioni: qualche consiglio in pillole da chi "lavora per la sicurezza in rete"

1. Sul web non tutto è come sembra

Resistere al “fascino seduttivo” del monitor; non tutto quello che viene proposto on-line è corretto, non tutto quello che può essere visto è vero. Accade che vengano presentate offerte (occasioni imperdibili!) che tali non sono, anzi sono vere e proprie truffe. Possono proporsi persone con profili accattivanti, ma che non gli appartengono; dietro quei profili possono celarsi abili truffatori o persone con interessi morbosi.
Per gli acquisti on-line i più noti siti di e-commerce offrono servizi a tutela degli acquirenti (alert, utilizzo di metodi di pagamento che prevedono la possibilità di annullare l’ordine con recupero delle somme versate, gestione delle controversie tra utenti ecc.). É quindi più sicuro privilegiare quelle piattaforme internet, evitando di “contrattare” con il venditore al di fuori di quei siti; occorre inoltre fare attenzione a leggere attentamente gli indirizzi internet (URL) sui quali si sta navigando, per evitare di essere ingannati da loghi e impaginazioni grafiche che appaiono identici a quelli dei più noti spazi di e-commerce ma che, in realtà, riconducono a siti appositamente creati per acquisire credenziali di accesso (userid e password) e truffare gli internauti.
Ai più giovani va sempre rammentato che non può mai sapersi chi si celi dietro ad un profilo anche particolarmente accattivante; probabilamente un coetaneo, ma nessuno può escludere vi sia un adulto con un’insana deriva sessuale.

2. Non demonizzare il web

Non demonizzare il web: con le necessarie precauzioni, rimane uno strumento di straordinaria importanza (specie per i più giovani); abbatte qualsiasi barriera, riduce ogni distanza, agevola lo studio e la ricerca, consente interazioni sociali che nessun altro mezzo consente. Proprio perché si tratta di uno strumento potentissimo, deve essere utilizzato con la necessaria attenzione e prudenza. Navigare “responsabilmente”.

3. Prudenza quando si postano dati personali

Pur nella consapevolezza che i principali social network sono nati proprio con lo spirito di “condividere” informazioni, l’evoluzione dei modelli comportamentali insegna come sia buona norma immettere dati od immagini personali in rete con grandissima prudenza. Fotografie od informazioni intime, ma anche solo confidenze o giudizi, una volta in rete escono dalla disponibilità di chi li ha immessi e ben difficilmente potranno essere recuperati. Per lo stesso motivo anche l’invio di dati od immagini personali (specie se a sfondo sessuale) ad altre persone rappresenta un rischio elevatissimo che se ne possa perdere il controllo e che divengano “virali” in rete. 

4. Antivirus e aggiornamenti

Provvedere puntualmente agli aggiornamenti dei sistemi operativi e degli antivirus, installando le patch di sicurezza dei software che periodicamente vengono rese disponibili dai produttori, realizzare backup frequenti dei contenuti importanti (meglio se calendarizzati con procedure automatiche) ed isolandoli successivamente dalla rete per evitare che tali copie di sicurezza vengano “infettate” da malware ma, soprattutto, non affidarsi ciecamente alla tecnologia ed utilizzare, anche in rete, la prudenza (la “diffidenza”) che si adotta nella vita reale, soprattutto quando ci si relaziona con persone sconosciute.

5. Le vittime devono denunciare: resta tutto riservato

Chi rimane vittima di un reato deve denunciare sempre l’accaduto; il comprensibile pudore nel riferire particolari intimi o nell’ammettere di essersi comportati ingenuamente non deve prevalere sul legittimo diritto ad essere tutelati ed a veder perseguito l’autore di comportamenti illegali. Il personale della Polizia di Stato è tenuto per legge al massimo riserbo ed è anche preparato all’ascolto di vicende “intime” ed in grado di prestare assistenza adeguata.

6. La sicurezza in rete non è un problema solo del singolo

La sicurezza in rete non è un problema solo del singolo, ma ha riflessi sulla collettività e va presa con grande attenzione. La “leggerezza” con cui sovente si approccia il tema della sicurezza informatica personale rappresenta, infatti, terreno fertile per coloro che, sfruttando le vulnerabilità dei dispositivi ed approfittando della libera disponibilità di punti di accesso alla rete internet privi di sistemi di accreditamento, acquisiscono arbitrariamente non solo i dati della vittima ma anche di tutti quelli a cui la stessa è in qualche modo collegata, potendo peraltro prendere il totale controllo del device ed utilizzarlo per commettere azioni digitali illecite. 

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