Portici, candidati Unesco nel 2018: primo requisito decoro e mantenimento

Istruttoria iniziata un anno e mezzo fa, ma il Comune si muove con cautela per non perdere l'unica occasione, ma "non è sufficiente che i portici siano belli"

I portici di Bologna saranno candidati come sito Unesco non prima del 2018. La proposta è quella di scegliere un tratto dei 43 chilometri, rappresentativo di tutto il sistema. A fare il punto il consigliere comunale Benedetto Zacchiroli, che per conto del Comune sta seguendo la vicenda, al convegno organizzato ieri dai Lions alla Scuola di Ingegneria di Bologna.

Palazzo D'Accursio ha deciso di muoversi con cautela per non perdere l''occasione poichè se la candidatura fallisse, bisognerebbe ripartire da capo. I portici di Bologna sono già nella cosiddetta "short list" del ministero, che ogni anno elegge un sito da portare all'attenzione della commissione Unesco. "Da parte del ministero c'è una fortissima attenzione - ha detto Zacchiroli - l'istruttoria è iniziata un anno e mezzo fa. Prima di tre anni non sarà presentata la candidatura".

L'idea è di presentare all'Unesco tutti i 43 chilometri di portici, "ma evidenziandone solo una parte di 10, forse 15 chilometri, lo stiamo decidendo - ha spiega il consigliere - che sia la più rappresentativa di tutto il sistema. Non vogliamo solo far vedere che i portici sono belli, ma vogliamo dimostrare che sono intrinsecamente connessi alla sociologia e all''antropologia di Bologna. E' questa la parte piuù difficile".

I portici di Bologna hanno iniziato l'avventura Unesco nel 2006, quando furono inseriti nella cosiddetta ''tentative list''. "Una nomination che scade dopo 10 anni- sottolinea Bruno Cinanni, presidente del club Unesco di Bologna- ma nel frattempo la candidatura dei portici è stata riconfermata nella lista propositiva, piu'' ristretta". Dunque, sostiene Cinanni, "le possibilità di Bologna sono buone. Se non fossero in Italia, i portici sarebbero già patrimonio Unesco. Ma l'Italia ha già 49 siti patrimonio dell''umanità e gli altri Paesi spingono per i propri". Di certo, sostiene Cinanni, "molto dipende dalla politica. Il primo requisito chiesto dall'Unesco è la garanzia del mantenimento del patrimonio. Non è sufficiente che i portici siano belli, devono essere anche mantenuti. I graffiti non giovano e anche i rifiuti (con la raccolta porta a porta, ndr) non aiutano. Speriamo si trovi una soluzione per quando arriveranno gli ispettori da Parigi". (agenzia dire)

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