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Pride 2020 ai Giardini Margherita: “Uniti per Sarah Hijazi, Giulio Regeni e Patrick Zaki”

Centinaia di persone hanno partecipato all'edizione stanziale causa coronavirus, ma non sempre sono state rispettate le distanze. Giuseppe Seminario, presidente del Cassero: “Pride irrinunciabile. Maggiori discriminazioni per persone Lgbtqi durante la quarantena”

 

Come ogni anno, Bologna si colora dei colori dell’arcobaleno. Erano in centinaia oggi al parco Regina Margherita di Bologna, molti di loro con la mascherina. Un pride in forma ridotta, rispetto agli altri anni, senza manifestazione e con molta meno gente ma l’allegria non è mancata.

E’ stato anche un momento per riflettere, durante il flash mob nel prato dai microfoni si è parlato di Sarah Hijazi, l’attivista egiziana che si è da poco suicidata dopo essere stata perseguitata nel suo paese, ma anche di Giulio Regeni e di Patrick Zaki, proponendo di boicottare le vacanze in Egitto finché la giustizia e i diritti civili non verranno ristabiliti.

“La sua morte (di Sarah)- ci dice Andrea Ruggeri coordinatore dell’Uaar Bologna, unione atei, agnostici e razionalistici- ha scatenato una grande risposta sui social, per questo oggi abbiamo deciso di iniziare i nostri discorsi partenendo dalla commemorazione della sua vita. Lei è stata un’attivista giovanissima che ha portato avanti grosse battaglie per i diritti civili. Battaglie che per noi del pride sono tutte collegate”.

Tra gli organizzatori troviamo Giuseppe Seminario, presidente del Cassero di Bologna “il pride è una manifestazione politica a cui non possiamo rinunciare neppure in un momento di emergenza come questo, perché le vite delle persone lgbtqi hanno subito maggiori discriminazioni rispetto alle altre durante la quarantena. Un momento per lottare contro la legge contro l’omotransfobia di cui tra poco si comincerà a discutere in parlamento”.

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