Mafie, processo Black Monkey al via: Giovanni Tizian parte civile, solidarietà in Tribunale

Presso il tribunale di Bologna il processo a carico di una presunta organizzazione criminale legata alla 'Ndrangheta e dedita al gioco illegale. Sul posto Legambiente e Libera: 'Dal dossier Ecomafia 2013 criminalità in aumento in Regione, solidarietà a Tizian, non è solo'

Stamattina al via, presso il tribunale di Bologna in via Farini, la prima udienza del processo Black Monkey, su una presunta organizzazione criminale legata alla 'Ndrangheta dedita al gioco illegale, capeggiata dal boss Nicola Femia. Presente il  giornalista Giovanni Tizian, nella sua scelta di costituirsi parte civile nel processo. In una telefonata intercettata dalla guardia di finanza a fine 2011, nell'ambito dell'inchiesta, Femia e un altro indagato, Guido Torello, facevano riferimento alla possibilità di «sparare in bocca» al giornalista della Gazzetta di Modena, per un articolo “sgradito”. Così ricorda Legambiente, che ha scelto di presenziare oggi - insieme a Libera, associazione contro le Mafie -  all’udienza, per sottolineare la vicinanza a Tizian, che da due anni è sotto protezione per aver portato alla luce del sole dinamiche di stampo mafioso nella nostra regione.

L'Emilia un territorio caldo, avvinghiato dai tentacoli della mafia, aveva già detto Tizian. E lo sottolinea "il dossier Ecomafia 2013 - rammenta Legambiente - che evidenzia come in Emilia-Romagna la criminalità, legata ai reati ambientali, stia lentamente prendendo piede: la nostra regione sale infatti la classifica generale dell’illegalità. Nel corso del 2012 si sono infatti registrate ben 1.035 infrazioni accertate, 944 persone denunciate e 410 sequestri effettuati". Dunque per l'associazione "l’accentuata dimensione globale delle attività di ecocriminali ed ecomafiosi, la diversificazione delle loro attività illecite, il ricorso sistematico a espedienti tipici della criminalità economica sono proprie anche dell’Emilia-Romagna con in primo piano ciclo dei rifiuti e del cemento".

Stima e vicinanza a Tizian da Legambiente: "Non possiamo che stringersi in un abbraccio simbolico al giornalista nella sua scelta coraggiosa di non rimanere in silenzio davanti all’illegalità, nonostante le minacce, e per ricordare a tutti che Giovanni Tizian non è solo".

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L'UDIENZA. Tra le 34 posizioni al vaglio del giudice dell'udienza preliminare di Bologna, a 24 il pm della Dda Francesco Caleca contesta l'associazione a delinquere di stampo mafioso. "E' un primo risultato", si è limitato a dire. A spiegare che il gup ha accolto le richieste, il legale di Tizian e di Libera, Enza Rando, uscita dall'aula. Sono state accolte anche le richieste dell'Ordine dei giornalisti, della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Modena e dell'associazione Sos Impresa, che si erano schierate a fianco del cronista. A sostegno della causa, una ventina di esponenti di Libera e di Legambiente che, fuori dall'ufficio Gup, hanno indossato magliette con scritto 'Io mi chiamo Giovanni Tizian'.

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