Pochi medici al Pronto soccorso, dalla Regione tre proposte per rimediare

Le alternative presentate dividono però i sindacati

La carenza di medici nei Pronto soccorso in Emilia-Romagna continua a essere un assillo. E così la Regione prova a correre ai ripari, ad esempio spostando gli ambulatori di guardia medica vicino all'emergenza-urgenza, in modo da snellire i Pronto soccorso dei casi meno complessi.

Oppure, la Regione intende ruotare su base volontaria i medici tra i Pronto soccoso dei grandi ospedali e quelli territorio, per coprire eventuali 'buchi'. E ancora, valutare la possibilità di mettere sotto contratto anche medici convenzionati per l'emergenza territoriale e specializzandi per "prestazioni aggiuntive". Sul piano proposto dalla Regione, però, i sindacati si sono divisi ed arrivato lo strappo dei confederali, che insieme al Cimo non hanno firmato il verbale. A favore, invece, le sigle Aaroi-Emac, Anaao, Anpo-Ascoti-Fials e Fassid.

La Regione propone in sostanza alle Aziende sanitarie di "integrare le funzioni di continuità assistenziale affiancandole a quelle di Pronto soccorso". In questo modo, la guardia medica "potrebbe garantire una maggiore fluidità e celerità dell'assistenza", occupandosi ad esempio della "casistica a bassa complessità".

Inoltre, viale Aldo Moro invita le Aziende sanitarie dell'Emilia-Romagna a unificare i dipartimenti di emergenza-urgenza, in modo da "favorire la rotazione, su base volontaria, dei medici tra i Pronto soccorso dei grandi ospedali e quelli territoriali". In questo modo, sostiene l'assessore, si può "sopperire alle criticità di organico" nelle piccole strutture, dovute alla loro "scarsa attrattività". La rotazione, che dovrà avere una "durata definita", dovrà essere oggetto di un confronto preventivo coi sindacati.

Inoltre, indica ancora la Regione, "sarà necessario procedere all'acquisizione di nuovi contratti convenzionati di medici di emergenza territoriale, tramite l'organizzazione di appositi corsi". L'assessore invita poi le Aziende sanitarie a reclutare anche specializzandi per acquisire "prestazioni in libera professione intramuraria" aggiuntive nelle strutture di emergenza-urgenza. Nel frattempo, in attesa delle nuove eventuali assunzioni, per Venturi è necessario intervenire anche sull'attuale organizzazione del lavoro. E così arrivano anche le proposte sulla rotazione dei medici e la guardia medica. (San/ Dire)

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