Prostituzione: la mappa della "Bologna a luci rosse", quartiere per quartiere

Ampia offerta a Bologna fra centri massaggi hard, aree di prostituzione di strada e annunci sul web: fra camper-alcova e appartamenti, un giro d'affari che per molti dovrebbe essere tassato

Un percorso che di turistico ha ben poco, anche se i frequentatori delle zone "a luci rosse" di Bologna scommettono che il via vai complessivo fra via Stalingrado e la Pioppa si scosti ben poco dal traffico che porta una grande mostra in città. Per averne conferma è sufficiente fare un giro al casello autostradale della Fiera, lungo via Stalingrado, in via Rigosa (dove la fanno da padrona lucciole di 'colore') e a Zola Predosa, di giorno e di notte. Orari e ragazze di nazionalità diversa a seconda delle zone, ma anche una bella vetrina sul web, dove si propongono massaggi (molte abitazioni segnalate sono al quartiere San Donato), che poi in realtà sono prestazioni ben diverse dallo shiatzu. Segnalazioni anche per i centri benessere/massaggi gestiti da cinesi, che offrono prestazioni extra su richiesta.

TRANSESSUALI. I transessuali si prostituiscono a Zola Predosa, nei pressi dell'Alcisa e anche lungo la via Emilia verso Modena, ma a detta di conosce questo mondo sono frequentazioni pericolose, che spesso sfociano in furti e aggressioni nei confronti dei clienti. Se ne trovano alcune anche in zona Fiera, dove di tanto in tanto, come in altre aree, si scatenano guerre per marcare il territorio.

CENTRI BENESSERE E MASSAGGI. Molti centri gestiti da titolari di nazionalità cinese sono stati sequestrati proprio per questo motivo, fra gli altri il "Buonumore" e il "New Style" (GUARDA IL VIDEO), ma il fenomeno della prestazione extra (solo prestazioni preliminari) non cessa, e con un plus di 20 euro (50 il massaggio tradizionale, quindi un totale di 70 euro) è possibile, a detta di chi è abituato a frequentarli, accedere a questo servizio aggiuntivo. Segnalato un centro in via del Faggiolo, dalle parti di via Emilia Ponente. Questi centri fra l'altro si propongono con annunci anche sul web, dove invitano (con qualche errore grammaticale) a "massaggi romantici, anche a 4 mani": "Le nostre ragazze sono preparate per regalarvi un momento di vero relax. La passione per il nostro servizio e la professionalita' delle nostre operatrici vi guideranno alla scoperta di emozioni uniche. Se non sei ancora convinto di metterci alla prova cerca di resistere anche massaggio corpo su corpo nella vasca idromassaggio ti sara' riservato al primo massaggio".

IN CAMPER IN ZONA FIERA. A una delle piccole rotonde che da Via Stalingrado (passando per la sede Cotabo) porta all'ingresso Nord della Fiera e successivamente al casello autostradale sostano ogni giorno un paio di camper che fanno da "camera" alle ragazze (alcune anche italiane) che si prostituiscono su questa strada: "Qui i prezzi sono bassi - ci racconta un frequentatore che per ovvie ragioni preferisce restare anonimo - e a volte bastano anche solo 30 euro".

IN CASA. E' sufficiente collegarsi a un sito di annunci per contattare direttamente sul cellulare le "massaggiatrici" che ricevono a casa su appuntamento e che promettono, con una spesa fra gli 80 e i 150 euro, emozioni intense e la possibilità di una doccia prima e dopo il trattamento benefico. "Molte sono in zona San Donato - racconta la nostra "guida" - e ricevono in case del tutto normali. Non credo che alle loro spalle ci sia un protettore". Un annuncio trovato su internet: "Slovena 23 anni, mora, massaggi relax anche completi, body massage e tanto altro , ti stupiro' . 328.XXXXXX . entrerai in un estasi di piacere. capirai cosa sono i veri massaggi inebrianti con il mio tocco e tanto altro. provare per credere. su richiesta vero tantra".

LOTTA ALLA PROSTITUZIONE. Poco più di un mese da Palazzo d'Accursio era uscita la notizia di un'idea su un'ordinanza del sindaco proprio su questo tema, il progetto di una strategia contro la prostituzione in strada a partire dalla zona di Villa Pallavicini: l'intenzione di contrastare il fenomeno di sfruttamento, ma soprattutto il sistema logistico che lo sostiene, partirebbe da un'ordinanza, che prevede anche un inasprimento delle sanzioni previste nel Regolamento di polizia urbana. Qualche buon risultato lo si era ottenuto alla Pioppa grazie alla sinergia fra privati cittadini e l'Amministrazione pubblica, un progetto sperimentale di riqualificazione che sembra aver dato buoni frutti e che potrebbe essere replicabile anche in altre zone.

ALLARME HIV ALLA PIOPPA. Un caso a Bologna aveva fatto scalpore. Quello della prostituta sieropositiva che offriva ai clienti prestazioni non protette sui marciapiedi della Pioppa, mettendo a rischio la salute di molte persone e scatenando un vero e proprio allarme HIV e tutta un'indagine dei Carabinieri.

CASE CHIUSE, per tenere la situazione 'sotto controllo'. La forza politica che da tempo chiede di tornare alle case chiuse è la Lega Nord. Fra i referendum promossi dal gruppo bolognese anche quello sull'abolizione della Legge Merlin con regolamentazione e tassazione della prostituzione (MANIFESTO PRO SICUREZZA). La richiesta della riapertura delle case di tolleranza era stata inoltrata anche all'ex presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani.

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