SICobas su fatti Granarolo: "Bologna come Genova, pestaggi e gassamenti gratuiti"

In attesa dell'udienza in Tribunale di lunedì SiCobas: "Presidio e picchetti continueranno a oltranza finchè le ragioni dei lavoratori non saranno ascoltate e tramutate in fatti"

Da questa mattina, nuova protesta dei facchini davanti al Tribunale di Bologna per l'arresto di alcuni lavoratori.  E dopo giornate di grande tensione davanti ai cancelli della Granarolo (compresa la giornata di IERI), dove i lavoratori addetti alla logistica, i cosiddetti "facchini" stanno protestando per le condizioni di lavoro e i licenziamenti, arriva, dura (dopo che anche il sindaco Virginio Merola ha lanciato un appello), una nota stampa di S.I. COBAS (IL VIDEO DEGLI SCONTRI CON LA POLIZIA): "La memoria ci porta indietro nel tempo in quel 2001, in quel famoso e triste G8, al quale ab-biamo assistito ad una vera e propria mattanza da parte delle forze del (dis)ordine, che non perdono occasione per ricordarci il ruolo dello Stato a difesa dello sfruttamento borghese - spiega la dichiarazione -  Una vera e propria macelleria sociale è in atto da parte delle forze del (dis)ordine in questi giorni davanti ai cancelli della Granarolo, impero economico dell' Emilia Romagna".

"I servi assoldati dai Padroni amici degli amici del Sistema per placare gli animi e le ragioni sacrosante dei lavoratori licenziati che  da nove mesi ormai non percepiscono uno stipendio, sono stati aiutati da trenta lavoratori "crumiri" che per comando dell'azienda e con meto-di squadristi hanno pestano cinque  lavoratori isolati che gli sono capitati sottotiro ad un cancello".

"Infatti, tramite foto e video fatti dai presenti, si evidenziano i modi repressivi che la "legge" ha attuato verso i dimostranti: momenti di alta tensione hanno caratterizzato questi giorni con pestaggi e gassamenti gratuiti, fermi e denunce, ed infine 2 arrestati tra i nostri compagni appartenenti al Si Cobas ancora trattenuti e "deportati" al  Carcere della Dozza come dei criminali per dei motivi inesistenti, visto che la violenza l'hanno subita loro (alcuni celerini volevano pure impedire ad alcuni giornalisti e ad alcuni manifestanti di riprendere le loro violenze)".

"Il questore dice che è inaccettabile il modo di manifestare dei licenziati e dei solidali, e i meto-di usati dai suoi uomini come li dobbiamo classificare? Lunedì ci sarà l'udienza di convalida davanti al Gip, invitiamo compagne e compagni, solidali, lavoratrici e lavoratori, a non retrocedere visto come ci trattano, abbiamo solo da perdere le catene ed un mondo da guadagnare, e in solidarietà dei due compagni troviamoci Lunedì da-vanti al tribunale. Presidio e picchetti continueranno ad oltranza finchè le ragioni dei lavoratori, licenziati ed in condizioni davvero precarie, non saranno ascoltate e tramutate in fatti".

"La Granarolo mediante testate giornalistiche chiede aiuto alle istituzioni ed all'opinione pub-blica,  sostenendo di essere sotto attacco e di non aver licenziato nessuno, ma allora questi lavoratori perche' presidiano l'azienda? Alcuni di loro svolgevano la propria attività lavorativa alla Granarolo da 10 o 15 anni, e sono stati privati del posto di lavoro, appena hanno rivendicato l'applicazione del contratto nazionale. A chi dovrebbero rivolgere la loro protesta e lotta visto che hanno perso tutto???"

"Sono state fatte delle false promesse, firmati degli accordi mai rispettati, in una sede istituzio-nale, ma si sà la legge è forte coi deboli e debole coi forti; manganelli, calci, pugni, spray orti-cante, denunce,arresti e' stata la risposta della polizia .
cosa dobbiamo ancora aspettarci da chi apparentemente dovrebbe tutelare tutti???? Niente perché sono servì dei padroni e al servizio del lodo Stato".

Lavoratori Autorganizzati - S.I. COBAS Bologna

IMMAGINI DA LUNGHI MESI DI BATTAGLIE:

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