Riforma dei Quartieri, tagli e nuova geografia per Bologna: 'E' una patacca'

Una "patacca" e "scarsamente coerente", così l'opposizione in Comune bolla la proposta che contempla il passaggio da 9 a 6 Quartieri, nuove funzioni e la riduzione del numero dei consiglieri. Rizzo Nervo in difesa: 'Invece darà smalto ad un'istituzione che oggi non vede partecipazione dei cittadini"

La riforma dei Quartieri di Bologna comincerà a tradursi in realtà a partire dalla seconda metà di quest'anno. A fornire la tempistica, oggi in commissione, è l'assessore al Coordinamento e riforma dei Quartieri, Luca Rizzo Nervo. La riforma, già presentata nei mesi scorsi dalla Giunta, propone il passaggio da nove a sei Quartieri (con il centro storico diviso in due sull'asse est-ovest), la definizione di nuove funzioni e la riduzione del numero dei consiglieri (da 152 a 90 nell''ipotesi di Consigli da 15 elementi, oppure 78 se i membri saranno 13).

Una "patacca", la definisce il consigliere civico Stefano Aldrovandi, che boccia una riforma proposta "come riduzione dei costi della politica, ma che politicamente e amministrativamente non serve a niente".
Un lavoro "scarsamente coerente" per Daniele Carella (Fi), che suggerisce di sostituire gli attuali presidenti con "referenti" di zona nominati dall''amministrazione centrale per coordinare il lavoro di organismi territoriali che dovrebbero funzionare "a costo zero". Di "incongruenza" parla anche un altro azzurro, Marco Lisei: da un lato la Giunta ha appena costituito il nucleo Centro storico della Polizia municipale, dall''altro lo stesso Centro storico "viene spacchettato" invece di andare a costituire un Quartiere unico.
Critica anche Ilaria Giorgetti, unica presidente di Quartiere (il Santo Stefano) in quota centrodestra: "Bisogna tener conto anche di quelle che sono minoranze a livello centrale ma maggioranze sui territori".

Per il presidente del Saragozza, Roberto Fattori, la riforma proposta è invece "sostanzialmente condivisibile", perchè persegue una "logica di continuità con quanto fatto finora". Anche dal Pd, però, emergono possibili modifiche. "Forse avrebbe senso pensare all'elezione diretta anche dei presidenti di Quartiere- afferma Francesco Errani- per rafforzarne il ruolo politico".

La democratica Raffaella Santi Casali, invece, vorrebbe una riduzione ancora più forte dei consiglieri: "Anche 13 è un numero alto, questa è una riforma importante e vale la pena farla bene".

Rizzo Nervo respinge le critiche avanzate dalle opposizioni. La riforma "non è affatto una patacca. Se il costruire reti di partecipazione e di amministrazione condivisa con i cittadini viene considerata una cosa secondaria, allora è la riforma è una banalita''. Invece- dichiara l'assessore- noi pensiamo che questi siano temi fondamentali e attorno a questo ruolo si darà smalto ad un'istituzione che oggi non vede una grande partecipazione dei cittadini", guardando a come si svolgono Consigli e commissioni di Quartiere. Inoltre, rivendica Rizzo Nervo, i futuri Quartieri diventeranno strumenti piu' adeguati di "indirizzo, governo e committenza pubblica", lasciando ai soggetti dedicati (Asp e Istituzione scuola) la gestione dei servizi. Ad ogni modo, la proposta fatta dalla Giunta vuole essere "un documento di stimolo per una riflessione che poi bisognerà tradurre nella riforma vera e propria", sottolinea l'assessore. Con che tempi? "Non abbiamo impostato il percorso su una data di scadenza, vogliamo un dibattito ampio e partecipato con i Quartieri, il Consiglio comunale e la città- afferma Rizzo Nervo- ma penso che tra giugno e luglio saremo pronti a tradurre questo lavoro nelle diverse delibere che saranno necessarie".

(agenzia Dire)

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