Racket pompe funebri, indagini chiuse: 74 gli indagati

Consegnati gli avvisi di fine indagine, atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio

Un racket delle pompe funebri, con due cartelli a spartirsi i servizi funerari direttamente nelle camere mortuarie degli ospedali di Bologna, in complicità con alcuni addetti conniventi. Con queste ipotesi la Procura di Bologna ha chiuso le indagini per l'inchiesta 'mondo sepolto', scoppiata tre mesi fa con una raffica di arresti anche eccellenti nel mondo dei servizi funerari.

Sono 74 gli indagati in totale ai quali è stato consegnato l'avviso di fine indagine, atto che di solito prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Gli addebiti sono stati firmati dal pm incaricato Augusto Borghini. I reati contestati vanno dalla associazione a delinquere alla corruzione, fino a riciclaggio e altri reati di natura fiscale.

Racket pompe funebri: 'Sistema in piedi da 30 anni'

Con un massicio blitz dei carabinieri, nel gennaio scorso venero arrestate una trentina di persone. Le perquisizioni portarono anche all'emersione di una grande quantità di denaro contante, che secondo le ipotesi degli investigatori serviva a finanziare illecitamente il 'giro' di connivenze necessario per spartire tra alcune agenzie consorziate la stragrande maggioranza delle pratiche funerarie.

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