Anziani legati per ore, uno dei rapinatori era il marito della badante

I Carabinieri hanno spiegato dinamiche del colpo e fasi delle indagini. Prudenti al limite della paranoia, i componenti della banda aveveno un collegamento con le vittime: la moglie di uno di loro aveva lavorato per loro

C'è voluto del tempo, ma alla fine i responsabili della rapina di San Ruffillo compiuta nell'ottobre scorso ai danni di una coppia di ultranovantenni, sono stati assicurati alla giustizia. Le manette sono scattate questa mattina per quattro uomini, due cittadini moldavi e altrettanti ucraini, di età compresa tra i 27 e 47 anni, componenti di una banda specializzata in rapine.

L'operazione è stata condotta in contemporanea: i militari si sono presentati sulla soglia di casa dei malviventi, tutti domiciliati sotto le due torri o nei paesi vicini. In una delle abitazioni sono stati rinvenuti ori e gioielli, ma anche i 'ferri' del mestiere: nastro adesivo americano, compatibile con quello messo sulla bocca delle vittime, alcuni proiettili calibro .22, e addirittura un taser, che è una sorta di pistola a elettricità.  Da tempo il gruppo, molto mobile e abituato a frequenti viaggi all'estero e nei paesi di origine, era tenuto d'occhio dai militari. Il pericolo di fuga imminente di uno di loro ha però dato un'accelerazione alle indagini, facendo scattare gli arresti, avvenuti all'alba di oggi.

"Un gruppo dalla forte indole criminale" commenta a caldo il Maggiore Giuseppe Musto che, per rendere l'idea, ha associato la modalità di questa rapina al film di Kubrick Arancia Meccanica, nel quale un gruppo di giovani senza scrupoli colleziona colpi violenti per la maggiore nei con vittime più deboli. "Si sono introdotti nell'abitazione completamente travisati, cogliendo gli anzianissimi coniugi nel sonno, facendoli sedere per terra dinanzi al letto, imbavagliandoli col nastro isolante e bloccando loro i polsi con delle fascette".

Tagliati i fili del telefono, i rapinatori hanno poi anche rapidamente cestinato i cellulari delle vittime e, una volta finito il tutto dopo due ore, hanno lasciato gli anzianissimi al loro destino, legati e isolati. La signora, ultranovantenne, si è dovuta recare a piedi in questura per denunciare l'accaduto.

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Ma ora la banda è stata sgominata, e non si esclude che al gruppetto dei quattro possa essere attribuita qualche altra rapina in abitazione. Il gruppo, spiega ancora Musto, agiva con molta prudenza: "nelle fasi di indagine, per paura di non essere individuati e intercettati, i malviventi hanno perfino utilizzato dei 'pizzini' per comunicare tra loro in automobile. Durante i colpi, inoltre, i delinquenti non portavano mai con loro i telefoni cellulari. Precauzioni queste, che hanno rallentato ma non bloccato l'attività investigativa, che ha ricevuto una svolta grazie a due fattori.

L'ANELLO DI CONGIUNZIONE: LA BADANTE. "La moglie di un arrestato era la badante di uno dei due rapinati" svela il Comandante del Nucleo Operativo di Bologna Giordano Tognoni, specificando però che la donna, all'estero al momento della rapina in questione, si sta rivelando completamente estranea ai fatti. Questo particolare, unito a una evidenza riscontrata durante un controllo a un posto di blocco dei militari effettuato nei giorni intorno alla data della rapina, hanno indirizzato le indagini verso il gruppetto di malviventi. Già verso metà dicembre il quadro delle indagini era nitido, ma si è preferito aspettare, almeno fino a quando tutti i competenti della banda, con precedenti anche specifici e senza un impiego stabile, si fossero trovati facilmente raggiungibili. 

E' stata l'avventatezza del più giovane del gruppo, il moldavo V.L., quasi 27 anni, ha fare scattare gli arresti. Il ragazzo, gravato peraltro da un obbligo di dimora in scadenza, stava per lasciare Bologna e l'Italia. I Carabinieri lo hanno fermato sulla soglia della porta di casa, con il borsone in mano.

Ora i quattro si trovano in custodia, e sono a disposizione del Pm Guidi, e del Gip Zaccariello per la convalida. A tal proposito è il comandante provinciale Valerio Giardina a rivolgere un ringraziamento alla Procura: "Devo ringraziare l'attenzione del Procuratore Amato su questo tipo di crimini, attenzione che come vedete ha portato a un risultato di qualità, e ha permesso che venissero emanate le ordinanze con celerità". 

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