Rapina la banca, poi confessa davanti al Giudice: “Mio figlio malato, la paga da operaio non basta”

Parla davanti al giudice il 25enne che il 13 gennaio, insieme a un sodale , ha rapinato la banca, portando via pochi spiccioli

Confessa   l'operaio 25enne che il 13 gennaio, insieme a un collega, ha rapinato la filiale di via Rizzoli della banca Unicredit, portando via pochi spiccioli, poi dispersi durante la fuga. 

Come riferisce Attilio Nettuno su Caserta News, lo stipendio da muratore non bastava a sostenere la sua famiglia con tre figli di cui uno affetto da una particolare forma di diabete che necessita di continue visite mediche per essere monitorata. E' una storia di disperazione quella che ha raccontato al giudice Alberto Gamberini, del tribunale di Bologna. 

Nella giornata di mercoledì il 25enne del casertano, assistito dall'avvocato Mirella Baldascino, si è presentato dal giudice per l'udienza di convalida dell'arresto, avvenuto poco dopo il colpo: le accuse sono di tentata rapina e lesioni ai danni di una cassiera. 

Nel corso della pausa pranzo il 25enne, insieme a un complice di 29 anni campano (che si è costituito presso la caserma dei carabinieri del comune del casertano), si era recato in banca ed armato di un seghetto era riuscito ad asportare dei blister contenenti monetine, per un totale di 480 euro. Venne fermato prima dai passanti e poi dalla polizia, ammettendo le sue colpe. Al termine dell'udienza di convalida il gip ha sostituito la misura in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari nel suo paese d'origine.

Rapina Unicredit: in carcere anche il secondo rapinatore

Sorte diversa, invece, è toccata al complice,  , difeso dall'avvocato Pasquale Diana e detenuto al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Il gip Barbara Del Pizzo, del tribunale di Napoli Nord, al termine dell'interrogatorio per rogatoria ha confermato la custodia cautelare in carcere con l'invio degli atti al tribunale di Bologna per le decisioni del caso.

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