Emilia e Romagna separate, il referendum in Catalogna scalda gli animi in Regione

Mentre il governatore Bonaccini chiede al governo più autonomia con una proposta, la Lega Nord spinge a tutto gas: 'Pagliacciate, per Regione Romagna, pronti a raccogliere 80mila firme'

La Lega nord prova a sfruttare il vento catalano e sfida Stefano Bonaccini alla vigilia del voto in Assemblea legislativa sull'autonomia. Domani il presidente dell'Emilia-Romagna metterà ai voti la sua proposta anti-referendum, che oggi sarà sottoposta a tutte le forze economiche del patto per il lavoro.

L'obiettivo non è tanto portare la proposta in Parlamento entro la legislatura (i tempi sono agli sgoccioli e le difficoltà innumerevoli) ma avere un ok formale del Governo Gentiloni che permetta di riprendere il discorso alla riapertura delle Camere. Ma la Lega nord definisce "carta igienica", secondo la colorita espressione di Jacopo Morrone, il piano che Bonaccini oppone alla via referendaria imboccata da Lombardia e Veneto.

Secondo il parlamentare romagnolo del Carroccio, Gianluca Pini, è un metodo "cialtronesco" di affrontare la questione autonomia, una "assoluta e totale pagliacciata", visto che "amplia in maniera cosmetica ciò è già nei poteri della Regione". Ma "la Catalogna insegna- sottolinea Pini- che solo quando si muove il popolo si possono fare cambiamenti epocali. Ma se Roma non prende paura non si muove assolutamente nulla". Dunque la mossa di Bonaccini serve solo a "sminuire la portata storica dei referendum di Lombardia e Veneto. Ma ciò che è successo in Catalogna gli ha detto veramente male", afferma ancora Pini.

Oggi la Lega nord ha presentato la doppia risoluzione con cui si presenterà domani in aula, una per chiedere la possibilità di fare partire dall'Assemblea legislativa il referendum consultivo sull'autonomia e una per interpellare allo stesso modo i romagnoli sulla ipotesi di sganciare la "Regione Romagna", da Imola a Rimini.

In caso il tentativo in aula, come molto probabile, non andasse a buon fine partirà a breve la raccolta di 80.000 firme tra i cittadini per avviare comunque la consultazione: un quesito sul quale "il Pd si spacchera'", assicura Morrone, segretario romagnolo della Lega. Di fatto, "dopo il 22 ottobre inizierà il campionato delle Regioni forti e Bonaccini ha perso l'occasione di iscriverci", sostiene Morrone.

"Il passaggio popolare- gli fa eco il segretario emiliano del partito, Gianluca Vinci- gli darebbe una forza aggiuntiva che oggi non ha". I fatti di Catalogna pesano eccome, tanto che i leghisti fanno notare l'assenza di una presa posizione da parte di viale Aldo Moro su quanto successo ieri in occasione del voto sull'indipendenza. "Spiace che da questa Regione non sia arrivata nessuna dichiarazione su ciò che è capitato ieri in Catalogna, probabilmente è per un dogma ideologico della sinistra", afferma il capogruppo leghista in Regione, Alan Fabbri. (Dire)

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Commenti (1)

  • Voglio vedere la romagna con tutti gli evasori fiscali che ha come si paga le nuove strutture regionali....ahahah

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