Sicurezza: dalla Regione fondi raddoppiati per le telecamere

La giunta Bonaccini stanzia 2 milioni di euro in più per telecamere, stabili degradati, illuminazione e mediazione culturale

Stefano Bonaccini punta sulla sicurezza. La sua giunta, all'ultimo anno di mandato, ha deliberato di raddoppiare i fondi investendo nel 2019 due milioni di euro in più in telecamere che leggono le targhe, riqualificazione di stabili degradati, miglioramento dell'illuminazione e mediazione culturale.

Si parte da una generale contrazione dei reati in regione negli ultimi anni, del 14,8% dal 2013. "Finchè non li avremo annullati tutti non saremo soddisfatti- assicura il sottosegretario alla presidenza della Regione Giammaria Manghi- ma un dato di tendenza lo possiamo consegnare, nell'intento di fare di qui in avanti una narrazione abbastanza stretta degli interventi", nel tentativo di rassicurare i cittadini. Sulla sicurezza, sottolinea il sottosegretario, "vogliamo cominciare a dire la verità. Cercheremo una volta al mese di tirare fuori almeno uno degli interventi che si fanno nei territori".

Lo strumento sono i patti con i Comuni, un'ottantina quelli stretti a partire dal 2014, con l'obiettivo della prevenzione della criminalità. La Regione ci ha investito oltre 4,3 milioni di euro. Solo tra il 2017 e il 2018 sono stati finanziati in tutto 45 progetti che hanno coinvolto 34 amministrazioni comunali, 10 Unioni e l'Universita' di Bologna, con un finanziamento regionale di oltre 2,3 milioni di euro.

E per il 2019 l'amministrazione ha deciso di raddoppiare gli stanziamenti dell'anno scorso, mettendo a bilancio oltre 2 milioni di euro per nuovi progetti nelle citta'. Per quanto riguarda ad esempio Bologna, in arrivo di sono nuove telecamere alla Croce del Biacco e nell'area del giardino Pioppeto Mattei (il progetto vale in tutto 143.000 euro).

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Sempre in tema di sicurezza, la Regione conferma il ricorso nei confronti del decreto voluto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. "C'è la volontà di rispettare la norma- sottolinea ancora Manghi- ma facciamo ricorso perchè alcune norme ci sembrano improprie rispetto agli effetti perniciosi che possono generare sul territorio". (dire) 

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