1300 posti in Regione, protesta dei precari: 'Siamo in 300, gli interinali lavorano da 7 anni'

Sono stati convocati dall'assessore al Bilancio. Sul tavolo del confronto, i nuovi concorsi per l'assunzione di 1.500 persone annunciati ieri dal Presidente Bonaccini

Dopo il presidio sotto le finestre della Regione Emilia-Romagna, i precari dell'ente (autorganizzati) sono stati convocati dall'assessore al Bilancio, Emma Petitti. Sul tavolo del confronto, i nuovi concorsi per l'assunzione di 1.500 persone annunciati ieri dal Presidente Stefano Bonaccini.

I precari della Regione, come spiega Federico Palma, uno degli organizzatori della protesta, chiedono il riconoscimento dell'anzianità di servizio e dell'esperienza maturata in anni di contratti a termine. Sono in tutto 300: "Fra noi ci sono ad esempio gli interinali che lavorano da sette anni alla ricostruzione post-sisma", sottolinea Palma, e che "come altri colleghi non vedono riconosciuta alcuna forma di punteggio per il loro servizio". Un'operato, rivendicano i precari, "reso con profitto, perchè siamo tutte persone più volte rinnovate e quindi evidentemente le nostre competenze servono all'amministrazione".

Come illustrato, quello proposto da via Aldo Moro è un percorso aperto a nuovi profili in ambiti che vanno dalle materie giuridico-amministrative a quelle economico-finanziarie, dalla gestione del territorio alla tutela ambientale, fino alla trasformazione digitale. Ai nuovi ingressi vanno aggiunti anche i 260 dipendenti in arrivo dalla mobilità tra enti, per un totale di 1.556 posti. Di questi, 226 sono riservati a selezioni interne e 393 alla lotta al precariato. Il Piano triennale dei fabbisogni lavorativi 2019-2021, varato dalla Giunta, è stato presentato questa mattina nella sede Regione dal presidente Stefano Bonaccini, dall’assessora alle Risorse umane, Emma Petitti, e dai rappresentanti delle Organizzazioni sindacali. 

I lavoratori contestano anche le prove pre-selettive per accedere ai concorsi, che sarebbero basate "più su elementi mnemonici che non sulla verifica reale delle competenze acquisite all'interno dell'ente". Quindi, continua Palma, "abbiamo il timore che molti precari storici della Regione non entreranno coi concorsi, con perdita di professionalità". Ad esempio, "tutto il comparto delle lauree umanistiche non viene valorizzato. La Regione non prevede di bandire concorsi per figure legate alla comunicazione, alla cultura e al sociale". Dunque, richiama Palma, "si parla tanto di merito ed equità, ma per i precari sembrano non valere. Si fa tanta retorica sull'inserimento dei giovani in Regione, ma basta guardare qui: i giovani in Regione ci sono già e sono precari. Manca la volontà di dar loro una valorizzazione. Non chiediamo di non fare i concorsi, ma che al loro interno ci sia un giusto riconoscimento di competenze, professionalità e anni di servizio. Poniamo una questione sociale e politica, non tecnica". Per questo, affermano i precari della Regione, "chiediamo un incontro con il presidente Stefano Bonaccini. La nostra richiesta è corredata da oltre 100 firme di precari ma ad oggi è pendente: non abbiamo ancora ricevuto una convocazione". Chiamata che, appunto, arriva proprio al termine del presidio, a cui hanno assistito anche alcuni consiglieri regionali di Pd, Sinistra italiana e Altra Emilia-Romagna. (dire)

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