Chiusura sale gioco: “Noi perdiamo, vince la criminilità”, protesta sotto il palazzo della Regione

In 400 con i gilet arancioni chiedono di fare un passo indietro sulla retroattività della legge

“Perché lavoro significa dignità”. È con questo motto che in circa 400 si sono presentati sotto la sede della Regione Emilia Romagna, in via Aldo Moro a Bologna, per protestare contro la legge che prevede la chiusura delle sale gioco e sale slot che si trovano a meno di 500 metri dai luoghi considerati ‘sensibili’.

La carica dei gilet arancioni è arrivata da tutta l’Emilia Romagna. In molti hanno già abbassato le saracinesche delle proprie attività, altri hanno ricevuto “solo” il provvedimento di chiusura. I titolari e i gestori dei punti gioco chiedono oggi alla Regione di fare un passo indietro sulla retroattività della legge, che “causa solo perdita di lavoro, danneggiando gli investimenti di una vita”, ma “non risolve in alcun modo il problema della ludopatia”.

In tarda mattina una delegazione di manifestanti è ricevuta dai capigruppo del Consiglio regionale. L’incontro si è chiuso con la proposta di presentare un documento unico da parte di tutte le associazioni alle quali aderiscono i titolari di sale slot e sale gioco, per chiedere, tra le altre cose, una sospensiva di un anno della legge per capire se si possa intavolare un discorso con la Regione, e attuare insieme un piano di lotta contro la ludopatia.

La protesta è partita questa mattina alle 9 e si protrarrà per tutta la mattina a suon di fischietti. Centinaia i cartelli  dei manifestanti: “Un bicchiere di vino non fa un alcolizzato come una scommessa non fa il ludopatico”, e ancora “Non siamo lavoratori di serie C”, oppure “Siamo noi la prima tutela del giocatore”. La presa di posizione è forte : “Noi perdiamo, vince la criminilità”. I gilet arancioni invocano un incontro istituzionale, al fine di “evitare ancora disoccupazione", invitando a “cercare una soluzione comune”. Presente un pool di avvocati che in Puglia è riuscito a trovare a “trattare “ con la Regione, e che ora punta a “trattare” sul tema del distanziometro e sulla retroattività della legge in vigore anche a Bologna, chiedendo un incontro ai capogruppo del consiglio regionale,  mentre i manifestanti invocano al
presidente Bonaccini di scendere “dal palazzo”.

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Il consigliere di Fratelli d'Italia Michele Facci è sceso dal palazzo della Regione per ascoltare i manifestanti e per tentare di organizzare un incontro con i capigruppo in Regione.

Lotta a ludopatia, le sale scommesse avvertono: 'Distanziometro inefficace, gioco cresce'

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