'Spese pazze' in Regione: rimborso 'sex toy', assolta ex consigliera PD

83 euro per quell'oggetto che nulla ha a che fare con l'attività politica e "che tanto ha appassionato anche la cronache giornalistiche", hanno osservato i giudici

E' stata assolta l'ex consigliera regionale Pd Rita Moriconi, accusata di aver messo a rimborso un 'sex toy', acquistato a novembre del 2010, nell'ambito dell'inchiesta meglio nota come "spese pazze". 

"Manca l'elemento psicologico del reato" per i giudici del Tribunale, 83 euro per quell'oggetto che nulla ha a che fare con l'attività politica e "che tanto ha appassionato anche la cronache giornalistiche", hanno osservato i giudici. E' emerso che furono presentate due diverse richieste di rimborso e che fu un collaboratore del gruppo ad assumersi ogni responsabilità, dicendo che si trattava di uno scherzo e che lo scontrino era stato, per errore, scaricato come spesa.

"Non vi è dubbio - si legge nella sentenza - che siano state presentate due richieste di rimborso per il medesimo bene e che l'imputato abbia di fatto vistato la richiesta del suo collaboratore così consentendo allo stesso di avere il duplice rimborso per una spesa estranea al ruolo". 

Nei conti del gruppo finirono spese di trasporto, alberghi, fiori e bagni pubblici. 

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