Nuovo regolamento artisti di strada. I musicisti: "Un paradosso, meno musica in centro"

L'assessore alla Cultura Lepore:"È un modo per fare ordine e valorizzare la musica. Sperimentiamo, regolamento si può rivedere. Penso ci saranno più artisti e anche di nuovi"

Nuove regole per l'arte di strada a Bologna. Per Palazzo D'Accursio una tutela degli artisti che evita accavallamenti e nello stesso tempo garantisce il diritto al riposo. Per gli artisti di strada, invece, una limitazione che potrebbe portare a vedere meno musicisti per le vie del centro.

"Ci penalizza, sembra X-Factor"\VIDEO

Piazza Maggiore, via Indipendenza, via Azzo Gardino e piazza XX settembre. Sono le quattro postazioni riservate ai musicisti di strada che vogliono suonare, con amplificazione, nel centro di Bologna. È il nuovo regolamento a prevederlo, entrato in vigore il 1° luglio. Le novità più rilevanti riguardano la postazione di piazza Maggiore: i musicisti che si esibiscono sul crescentone devono prima superare una selezione a Palazzo. Se il repertorio piace alla commissione selezionatrice, al musicista viene consegnata una bandiera segnaposto che gli conferisce il titolo di "musicista ufficiale". Per suonare bisogna prenotarsi, un'ora a testa, senza superare i 60 minuti consecutivi. Questo significa che in piazza Maggiore, dal giovedì alla domenica, suoneranno al massimo sette artisti. Uno alla volta, dalle 11 alle 13 la mattina e dalle 15 alle 21 il pomeriggio.

È proprio questo a preoccupare il Collettivo degli artisti di strada di Bologna: "Oggi la maggioranza degli artisti utilizza almeno un microfono per esibirsi (dai circensi ai musicisti) e a tutti loro, in base al nuovo regolamento, è riservata unicamente una postazione e ciò è evidentemente insostenibile. Una delocalizzazione di alcune postazioni fuori dal centro è condivisibile - affermano - ma non può significare uno sradicamento quasi totale dell’arte di strada dal centro città, poiché verrebbe compromesso proprio il ruolo che l’arte di strada ricopre nel processo di valorizzazione dello stesso a cui partecipa per vocazione, sia per la città che per i turisti".

Insomma, per il Collettivo questo regolamento va a contraddire il suo intento: "Chiudere l’espressione dell’arte di strada a tutto il centro storico eccetto che piazza Maggiore non significa affatto 'valorizzare una proposta musicale di qualità e ben organizzata', ma soffocarla quasi totalmente".

"Lo scenario verosimile, anche se per vedere gli effetti di questo regolamento bisogna aspettare l'autunno, quando gli artisti torneranno dalla stagione estiva - ci dice un musicista che preferisce restare anonimo - è che ci saranno meno artisti per strada. Se prima c'erano circa sette postazioni in centro, adesso ci sarà soltanto piazza Maggiore e attorno il vuoto. Sì, è vero che potranno esibirsi gli artisti senza amplificatore - continua - ma ormai anche i clown ne usano uno per lo spettacolo. Il risultato? Una contraddizione in termini: valorizzare non significa silenziare via Ugo Bassi e via Rizzoli".

"Ci aspettavamo di più dal tavolo di confronto - chiosa - noi al Comune avevamo proposto anche di pagare una quota così da pagare due vigilanti per aumentare i controlli, soprattuto per i sovraffollamenti e per chi non rispettava le regole, ma evidentemente è stato deciso di accontentare i residenti e penalizzare gli artisti", conclude.

Selezioni e bando

Sono 17 gli artisti selezionati finora dall'Ufficio Musica di Palazzo D'Accursio e che quindi, per un anno, hanno il permesso di suonare in piazza Maggiore. Nel cortile del Pozzo di Palazzo c'è una tabella giornaliera che gli artisti di strada potranno usare per prenotarsi e prendere, di volta in volta, la banderina che li autorizza a esibirsi sul crescentone. (Per le altre tre postazioni è sufficiente il nulla osta speciale annuale della Polizia Locale).

"Ne abbiamo selezionati 17 su 22 ma l'avviso non ha scadenza e ci aspettiamo molte domande nei prossimi mesi - afferma l'assessore alla Cultura Matteo Lepore - il bando riguarda piazza Maggiore, serve per fare un po' di ordine e valorizzare i musicisti, concedere "il palco" ad artisti meno amatoriali".

"In un futuro si può rivedere il regolamento adesso lo sperimentiamo e vediamo come va - continua l'assessore - non penso che ci saranno meno artisti, anzi. Magari ne arriveranno nuovi e l'offerta dell'arte di strada sarà più eterogenea".

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