Riccardo Cesari, cantautore bolognese: dall’azienda al palco per amore della musica

Venerdì 17 novembre esce il nuovo album #doveeravamorimasti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BolognaToday

Viene dal quartiere Navile, lui è Riccardo Cesari, classe 1978 e ora di mestiere fa il musicista. #doveeravamorimasti è il titolo del suo ultimo cd in uscita il 17 novembre 2017. La sua storia potrebbe essere simile a quella di molti musicisti: la famiglia è appassionata di musica, di chitarre in casa ce ne sono ed è con una di queste che Riccardo prende le prime lezioni a nove anni presso una piccola scuola di musica di quartiere. Studia classica fino ai tredici anni, quando acquista la sua prima Fender Stratocaster che lo accompagnerà fino all’età presente. Il liceo finisce, cominciano l’università e i primi lavori. Riccardo mantiene sempre un piede nella musica: tra i venti e i venticinque anni entra a fare parte della scena blues di Bologna tramite l’amico scrittore Matteo Bortolotti con il quale fonda il “Ministero per l’attuazione del Blues”, in cui Riccardo si cimenta nel ruolo di frontman (voce e chitarra), oltre ad accompagnare Matteo nei suoi reading. Dopo la laurea e un paio di anni di lavoro a tempo pieno, la prima svolta: Riccardo lascia la carriera per dedicarsi alla musica. Riprende gli studi presso la Music Academy 2000 di Bologna e inizia una collaborazione con Paolo La Ganga (che sarà chitarrista di Anna Oxa, Alan Sorrenti, Luca Di Risio) e Francesco Moneti (violino e chitarra dei Modena City Ramblers e di molti altri) con i quali fonda un tributo alla Dave Matthews Band, con cui gira il centro e il nord Italia; nel frattempo studia canto jazz con Lorena Fontana e collabora con svariate realtà nella scena musicale bolognese. Nel 2010 succede qualcosa d’inaspettato, il dovere però chiama: la necessità di prendere in mano le redini dell’azienda di famiglia diventa imperativa. Messa in un angolo la chitarra, in giacca e cravatta comincia a occuparsi di contratti di distribuzione, vendite, rapporti con i fornitori. Insomma, un mondo quanto mai lontano dalla musica. Riccardo però si mette in gioco, ferma il cuore, viaggia il mondo per sei anni fa crescere l’azienda del 50% per poi tornare a lavorare nel suo mondo fatto di note e strumenti musicali. Nel frattempo le collaborazioni continuano, e il destino prepara i prossimi passi: Riccardo entra a fare parte della scena gospel italiana, collabora con il “The Praising Project Gospel Ensemble” come voce solista e, durante la registrazione dei due dischi del coro (il primo presso gli studi Fonoprint di Bologna), conosce Antonello D’Urso, che da lì a poco diventerà chitarrista di Luca Carboni, Franco Battiato e Angelo Branduardi. Ed è proprio ad Antonello che Riccardo propone, nell’estate del 2016, di produrre un disco di inediti. Antonello accetta con entusiasmo, inizia così il progetto chiamato #doveeravamorimasti. Durante le fasi di produzione del disco, Riccardo partecipa a una lunga serie di concorsi con un obiettivo preciso: raccogliere feedback che gli permettano di “aggiustare il tiro” sui brani che sta preparando. Il risultato è sorprendente: insieme ai consigli arrivano i riconoscimenti, vince il Premio Città di Lucca, il premio Vigevano Sound of City e il riconoscimento dell’Orchestra al BIM – Bellaria Igea Marina Music Network, con un ottimo consenso di pubblico durante tutte le varie fasi dei concorsi. Il disco viene registrato e masterizzato presso gli studi Ex Cantine di Imola (BO) e il videoclip del singolo “Una Storia Migliore”, che anticipa l’uscita dell’album, è prodotto dalla Davide Legni per Multimedia di Cesena e si propone di rappresentare il messaggio che sta dietro al disco: la storia della nostra vita dipende da noi, la possiamo scrivere (e riscrivere) ogni giorno. E anche nelle immagini del clip c’è tanto amore per la città, tutti gli esterni -infatti- sono stati ripresi in città: da Corticella a Pilastro, fino al centro storico in piazza Santo Stefano, Galleria Acquaderni, via Indipendenza e via Clavature. #doveeravamorimasti è un album dal sound moderno, contaminato da alterazioni derivate dal jazz, dal blues, dal cantautorato e dal pop degli ultimi trent’anni. Il titolo esprime il desiderio di riprendere il controllo della propria vita, il chiedersi, appunto, “dove eravamo rimasti?”. Il disco racchiude dialoghi con persone lontane, ma meno distanti di quanto si pensi, ritratti di persone e di sentimenti che fanno parte della vita di tutti. Nei sette brani contenuti nell’album si racconta la vita, quella vera, che ha lasciato segni e che ne lascerà ancora. Tanta Bologna c’è anche nel disco che vede la collaborazione di musicisti illustri, molti dei quali concittadini. Gioia Casolari, bolognese moglie di Riccardo, partecipa su una traccia ed è partner nel progetto parallelo GioiAcustica. Max Messina batterista e fondatore di Liquido Records pure bolognese, Antonello D’Urso chitarrista di Luca Carboni, Franco Battiato e Angelo Branduardi vive da tempo nel capoluogo emiliano. E poi Andrea Torresani basista di Eros Ramazzotti, Raphael Gualazzi, Giusy Ferreri e molti altri, Fulvio Ferrari e Francesco Moneti. Riccardo insegna canto e chitarra presso la Music Station di Bologna, porta avanti il progetto #doveeravamorimasti e continua a scrivere, sia per sé stesso che per altri artisti.

Torna su
BolognaToday è in caricamento