Ricerca: arrivano le nanomacchine solari “made in Unibo”

Il Consiglio Europeo della Ricerca assegna il prestigioso finanziamento Advanced Grant al chimico Alberto Credi per realizzare sistemi nanometrici in grado di trasportare molecole in modo controllato utilizzando l'energia della luce

Il gruppo di ricerca Da sinistra a destra: Massimo Baroncini (assegnista di ricerca), Margherita Venturi (professore ordinario), Serena Silvi (ricercatore), Alberto Credi (professore ordinario), Giulio Ragazzon (dottorando)

Una sfida di frontiera, al confine tra chimica, fisica e biologia: costruire macchine nanometriche azionate dall’energia della luce. È il progetto “made in Unibo” del professor Alberto Credi che il Consiglio Europeo della Ricerca (ERC) ha scelto di finanziare con quasi due milioni e mezzo di euro, primo Advanced Grant sulla chimica assegnato all’Università di Bologna e quinto per le scienze chimiche in tutta Italia dal 2007, anno di nascita del bando ERC.

Il progetto si chiama LEAPS (“Light effected autonomous molecular pumps: Towards active transporters and actuating materials”) e ha come obiettivo la realizzazione di sistemi nanometrici in grado di trasportare molecole in modo controllato utilizzando l’energia della luce: uno studio che promette di aprire nuove vie in diversi settori della scienza, della tecnologia e della medicina.

Il progetto è estremamente ambizioso e ha superato le severe fasi di selezione anche grazie alla competenza e alla reputazione scientifica del suo ideatore e del suo team. Alberto Credi, classe 1970, docente al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Alma Mater, è fra i 20 chimici italiani più citati al mondo ed ha già ricevuto numerosi riconoscimenti per le sue ricerche, l’ultimo dei quali gli sarà conferito all’Accademia dei Lincei il prossimo 10 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica.

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“Tutti gli organismi, compresi gli esseri umani - spiega Credi -, utilizzano motori molecolari costituiti da proteine per svolgere compiti fondamentali per la vita. Negli ultimi decenni noi chimici abbiamo imparato a creare macchine molecolari sintetiche, ma non siamo ancora riusciti ad utilizzarle nel mondo reale. Obiettivo finale di questo progetto è allora fare concreti passi avanti in questa direzione.”

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