Consegne a domicilio, scatta aumento paga oraria per riders (con polemica)

L'unica azienda sottoscrittrice della Carta dei diritti firmata a Bologna rivede al rialzo le tariffe per i collaboratori. La Uil però punge: 'Nessuno ci ha detto niente, non si può fare'

Un euro in più per ogni ora di lavoro (consegne). E' la conquista che festeggiano i ciclofattorini dopo aver saputo che Sgnam/MyMenù accoglierà la richiesta di aumento di paga oraria per i contratti Cococo. "Gli aumenti riguarderanno tutto il territorio nazionale in cui la piattaforma è presente: saranno operativi da subito a Bologna e prossimamente anche a Brescia, Modena, Padova e Verona", annuncia su Facebook la sigla dei ciclofattorini auto-organizzati sotto le Due torri, Bologna riders union pronta per dare ulteriori informazioni nel dettaglio a chi può beneficiare della novita'. Di certo, riprende il sindacato degli addetti alle consegne "questa notizia è una goccia nell'oceano, perché -in assenza di leggi che regolamentino questo settore- le grandi multinazionali come Glovo e Deliveroo stanno continuando ad abbassare salari e tutele, promuovendo un dumping sociale e una concorrenza al massimo ribasso. Proprio per questo ci stiamo organizzando per rilanciare la mobilitazione contro il sistema del cottimo e la filosofia dello sfruttamento promossi dalle piattaforme che fanno capo ad Assodelivery", promettono i riders.

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Alla notizia plaude anche l'assessore all'economia di Bologna Marco Lombardo che poi ne approfitta per incalzare il governo sul tema della legislazione del comparto. "Da un anno faccio sempre la stessa richiesta, ovvero che il ministro Di Maio ci convochi e, attraverso un decreto composto da un solo articolo, faccia una cosa molto semplice: dica, anche senza chiamarla Carta di Bologna, che la Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano vale in tutto il territorio nazionale. Basta un articolo, basterebbero davvero pochi minuti e questo tema potrebbe essere affrontato togliendo l'ultimo alibi che rimane a queste piattaforme, cioè quello di dire che si tratta di una bellissima iniziativa, ma non si può fare città per città perché altrimenti si verrebbe a creare una disparità nel territorio nazionale".

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Non è invece contenta delle modalità con le quali si arrivati all'annuncio dell'aumento paga la Uil, che polemizza sia con l'azienda sottoscrittrice (Sgnam/Mymenu, l'unica peraltro ad aver sottoscritto la carta dei riders, ndr), che con i 'cugini' di Riders union. "Non c'é stato alcun accordo -sottolinea Carmine Massari- ma la comunicazione dell'azienda che però contrasta con le procedure da seguire perché ai sindacati non viene detto niente. E' inutile dunque che Riders union dica che ha ottenuto un risultato, semmai è della Carta, ma Sgnam/Mymenu doveva comunicarlo ai sindacati, dato anche che si tratta dell'applicazione di un contratto nazionale, e non l'ha fatto". (DIre)

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