Riders, "condizioni umilianti e sfruttamento": indetto un nuovo sciopero

I ciclofattorini: "Invitiamo la cittadinanza e i solidali a partecipare al presidio, rinnovando l'appello a boicottare Glovo fino a quando non fara' passi indietro e non accogliera' le nostre richieste"

Riders di nuovo in sciopero a Bologna. "Dopo Deliveroo, e' la volta di Glovo", annunciano su Facebook i ciclofattorini proclamando un 'fermo consegne' per dopodomani (venerdì 10 maggio) dalle 18 alle 22. Alle 18 davanti al McDonald's di piazza 8 agosto ci sara' un presidio "per supportare i glovers che rifiutano condizioni umilianti e di sfruttamento. Invitiamo la cittadinanza e i solidali a partecipare al presidio, rinnovando l'appello a boicottare Glovo fino a quando non fara' passi indietro e non accogliera' le nostre richieste", manda a dire Riders union Bologna. La mobilitazione nasce dalla protesta contro la decisione di Glovo di arriva al 'cottimo totale'.

Infatti, "il minimo garantito - gia' di per se' ridicolo (4,4 euro netti l'ora) e gia' tolto dall'azienda nei turni di pranzo e di cena- scompare in quasi tutte le fasce orarie (11-12; 14-18; 22-23). Restera' nelle sole fasce orarie 10-11 e 00-01, con un'ulteriore riduzione a 3,2 euro netti l'ora", riepilogano i ciclofattorini. Resta, dunque, la paga a consegna tramite il sistema del cottimo, "che ci battiamo da due anni per abolire, ma che ormai tutte le piattaforme stanno adottando tra la nostra rabbia e l'incapacita' del Governo di adottare le leggi che ci erano state promesse".

I riders "che per vivere hanno bisogno di lavorare" si sono chiesti: "che lavoro e', se viene pagato 3,2 euro netti l'ora? Che lavoro e' quando, nonostante le nostre sollecitazioni, non vengono introdotti diritti e tutele minime come l'assicurazione? Che lavoro e' se le aziende stanno in piedi solo con una forsennata competizione al ribasso che genera mostri, nuove servitu' e un ritorno all'ottocento? La nostra risposta e' stata semplice: non ci stiamo". Di qui lo sciopero al grido di "piu' consegne senza diritti". 

Ai microfoni di Radio Citta' del capo, uno dei ciclofattorini in lotta con Riders union, Nicola, questa mattina ha spiegato che alle dipendenze di Glovo ci sono piu' di 100 persone ma "il problema e' che si assume in maniera selvaggia, tanti volti nuovi per aumentare la competizione tra lavoratori, problema che abbiamo sempre denunciato", assieme a quello del "turnover continuo spinto dall'azienda per frammentare la prestazione lavorativa e per colpire la forza lavoro nei suoi diritti". Resta poi forte lo scontento nei confronti del Governo per le promesse mancate sulle norme per i ciclofattorini.

Ora c'e' la prospettiva di un intervento con il provvedimento sul salario minimo, "ma significa andare alle Calende greche. Noi chiediamo un decreto legge e soprattutto non ci fidiamo piu' di un Governo che ha disatteso cio' che aveva promesso", ovvero "soluzioni e garanzie, ma oggi non abbiamo niente e le piattaforme si stanno vendicando del fatto che stiamo alzando la testa", conclude Nicola.

(Dire) 

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