Riders in protesta, consegne in tilt: "Di Maio aveva promesso, ma la legge non c'è ancora"

I ciclofattorini del cibo hanno fermato le loro biciclette per una sera e manifestato davanti a due fastfood: "Le aziende hanno approfittato dell'assenza del legislatore per ribadire il loro potere e peggiorare le condizioni lavorative in essere"

I riders sono tornati a protestare per le loro condizioni di lavoro. E' successo ieri sera e, come verificato dalle piattaforme di consegna a domicilio, gli effetti sono stati l'impossibilità di consegna di alcune insegne. 

«Da tempo denunciamo il ruolo negativo del governo, che non si è assunto la responsabilità di fare un intervento legislativo (come aveva promesso Luigi Di Maio) per regolamentare questo settore ed estendere diritti e tutele - spiagano, cartelli alla mano, davanti al fast food di Piazza VIII Agosto - Le aziende, che hanno dimostrato di non voler trattare con le lavoratrici e i lavoratori, hanno approfittato di questa assenza del legislatore per ribadire il loro potere e peggiorare le condizioni lavorative in essere. In questo contesto avviene un ribasso estremo sui nostri diritti e sulle nostre retribuzioni: un dumping selvaggio, che mette a rischio anche i risultati parziali che abbiamo ottenuto sul territorio con la sottoscrizione della Carta dei diritti di Bologna».

«Per aiutarci boicottate chi non ci garantisce i diritti» - VIDEO 

«In questi giorni i riflettori mediatici sono tornati a illuminare la situazione di precarietà e sfruttamento degli "invisibili" dell'economia on demand. Ieri le/i colleghe/i di Glovo hanno scioperato a Torino, bloccando il servizio e tornando a denunciare una situazione insostenibile. Oggi a Bologna tornano a "disconnettersi" le/i fattorine/i di Deliveroo. Lottiamo perché questa piattaforma dismetta la sua ipocrisia: gli ingenti capitali che raccoglie sul mercato finanziario è bene che inizi ad investirli per garantirci salario, assicurazione, contribuiti sociali e diritti invece che per pagare la Casaleggio Associati e voler influenzare il legislatore. Chiediamo anche al governo di farla finita con la politica degli annunci e delle promesse: siamo stufi di aspettare, vogliamo un decreto legge subito!»

Verso il termine della protesta i ragazzi controllano sulle piattaforme di consegna e notano con soddisfazione che il loro picchetto ha ottenuto i risultati sperati: alcuni ristoranti comunicato che è impossibile consegnare a domicilio. 

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