Ozzano, no al sito stoccaggio rifiuti: presentato esposto alla Corte dei Conti

Il Presidente del 'Comitato Liberi Cittadini', ha presentato l'esposto: 'Ammassi e lavorazione di rifiuti che non hanno mai qualificato o nobilitato nulla che si trovasse nelle vicinanze, soprattutto con l'applicazione di tecnologie superate'

No al sito di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non pericolosi a Ozzano dell'Emilia. Il Presidente del 'Comitato Liberi Cittadini', Enrico Gaiardi, ha presentato un esposto alla Corte dei Conti per la tutela di un rilevante patrimonio nazionale:“Danno altissimo per un’area di 30 ettari e del laboratorio ISPRA” si lelle in una nota.

Il Comitato che si professa non legato a partiti politici, ma si definisce come "un gruppo di persone che ha deciso di impegnarsi in prima persona e partecipare alla vita civile" del territorio rappresenta una "grave situazione che si sta concretizzando nel territorio del Comune di Ozzano dell’Emilia, adiacente al territorio di San Lazzaro di Savena e in prossimità di Castenaso.

Nella denuncia si parla di "ammassi e lavorazione di rifiuti"che "non hanno mai qualificato o nobilitato nulla che si trovasse nelle vicinanze, soprattutto con l’applicazione di tecnologie superate; ma ISPRA è una realtà Ozzanese della quale si ignora evidentemente l’esistenza perché nei documenti prodotti viene ignorata", una realizzazione che sarebbe nata da "precedenti Amministrazioni, poi sostenuta diligentemente da quella attuale". 

Sono già state protocollate almeno 1.300 firme di cittadini contro lo stoccaggio di inerti vari, e la macinazione di almeno 250.000 tonnellate/anno di inerti di tutti i tipi che producono "polveri malefiche infinite e rumori assordanti, traffico di automezzi enormi. Oltre a nuvole di polvere potremmo ritrovare diverse tipologie di rifiuti 'non pericolosi', come fanghi, inchiostri, vernici e adesivi, imballaggi, rifiuti metallici, plastiche e gomme auto, vetro, carta e cartone, legno, pile e batterie provenienti dalla raccolta di rifiuti urbani e speciali; come “pericolosi”, apparecchiature contenenti clorofluorocarburi, batterie, apparecchiature elettriche, elettroniche di origine urbana e da impianti produttivi" si legge nella nota, ma "altri rifiuti pericolosi e non pericolosi ma non recuperabili entrerebbero ugualmente".

Per il Comitato "la creazione di questo mostro di agglomerato produttivo in area rurale, contrasta vistosamente e produce a nostro parere un rilevante danno erariale e di immagine a livello nazionale e non solo, per la presenza della sede di primaria importanza dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), adiacente all’area in questione; tale sede è infatti un patrimonio pubblico di dodici milioni di Euro. Non è di alcuna particolare utilità per la cittadinanza per cui la decisione univoca dell’Amministrazione Comunale di Ozzano dell’Emilia risulta inspiegabile" e si chiedono "che sia per la storica presenza di Herambiente S.p.A. (ex Nuova Geovis – ex Agripolis, la ricordate?) per il trattamento di 28.000 ton/anno di scarti ligneo cellulosici?, che produce polveri e miasmi insopportabili da venti anni; non dovrebbe essere una giustificazione per realizzare altri mostri vicino! Ma l’Amministrazione ha ignorato le richieste scritte del comitato e non ha fornito risposte ai cittadini nel consiglio comunale aperto agli interventi vari, provocando un fortissimo dissenso e rabbia nella cittadinanza. Per tutto ciò abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura della Corte dei Conti". 

Nell'area è già presente uno stabilimento Hera Ambiente per il compostaggio dei rifiuti organici e vegetali  da  25 anni,  già oggetto di lamentele "per miasmi e polveri poco graditi soprattutto nella stagione estiva e tuttora esistenti", sostiene il Comitato "lo stabilimento verrebbe affiancato da altri due operatori nel ciclo dei rifiuti. Uno, più interno in via Ca’ Fornacetta, per stoccaggio temporaneo e recupero di rifiuti non pericolosi derivati da demolizioni edili al fine del riutilizzo, l’altro sugli Stradelli Guelfi, proposto dalla G2 Servizi Srl di San Lazzaro, con capacità di  60.000 tonnellate di materiale all’anno, verrebbe dedicato alla raccolta, selezione e trasformazione di materiali riciclabili pericolosi e non pericolosi.  Solo con questa premessa superiamo i dieci ettari complessivi di terreno agricolo occupato . E non sappiamo, allo stato attuale, come si potrebbe evolvere  il progetto del Polo, considerato che i  due operatori sono proprietari di una  ulteriore vasta area adiacente a quella in esame". 

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