Rifiuti dalla Puglia in arrivo: 8mila tonnellate allo stabilimento di Granarolo

Lega sul piede di guerra: 'Non abbiamo intenzione di trasformarci nella spazzatura del Sud Italia'. No anche dai 5 Stelle, ma è accaduto anche in passato

Termovalorizzatore via del Frullo

Si dice "pronta alle barricate" la Lega Nord che non ha preso bene la decisione della Regione di accogliere 20mila tonnellate di rifiuti urbani che non possono essere conferite all’impianto brindisino di Pandi, sottoposto nei giorni scorsi a sequestro: "E' una risposta di buon senso e di solidarietà - si lehhe nella nota di Via Aldo Moro - rispondendo a quella che è un’emergenza vera, offrendo una disponibilità limitata a poche settimane, cioè dal 12 Luglio alla prima settimana di settembre e a quantitativi ridotti che porteranno entrate economiche per il nostro territorio in sostegno dei costi". 

"Non abbiamo intenzione di trasformarci nella spazzatura del Sud Italia - scrive il consigliere regionale del Carroccio Daniele Marchetti - se la Puglia non è in grado di smaltire correttamente i propri rifiuti trovi altre soluzioni: su tutte quella di una corretta e attenta sensibilizzazione della popolazione al riciclaggio e al recupero delle materie prime. Non è spedendo a casa di altri la spazzatura che si risolvere il problema”.
8mila tonnellate di rifiuti arriverebbero a Bologna nello stabilimento del Frullo a Granarolo e la Puglia trasferirà ai Comuni di Bologna e Ferrara i proventi della tassazione ordinaria sui rifiuti prevista per i cittadini, più un ristoro ambientale di 14 euro a tonnellata.

"Questa sarà la nostra trincea politica: non abbiamo intenzione di pagare le conseguenze della malagestione dei rifiuti della Puglia. Dopo esserci opposti duramente all'invio di rifiuti dalla Campania ora, coerentemente, facciamo altrettanto con questo nuovo scandalo”, continua Marchetti. 

"Non è la prima volta che accade - ricorda il capogruppo PD in regione Stefano Caliandro - anche se non stupisce, la levata di scudi della Lega Nord è quanto meno singolare dal momento che la stessa Lega ebbe un comportamento ben diverso quando si trattò di accogliere i rifiuti provenienti dalla regione Liguria, governata dalla stessa Lega insieme a Forza Italia" e rassicura che "mai questa regione, che ha per altro promosso una legge di avanguardia sull’economia circolare (LR 16/2015), metterebbe a rischio la salute dei propri cittadini. Le polemiche gratuite le rigettiamo senza esitazioni".  E anche a fine 1995 3mila tonnellate di rifiuti da Milano vennero prese in carico dall’Emilia Romagna, governata da Luigi Bersani (Milano era guidata dal leghista Marco Formentini e la Lombardia da Roberto Formigoni - ndr). 

Ma Marchetti non ci sta: "Nulla a che vedere con il sostegno allo smaltimento recentemente concesso alla Liguria. In quel caso, infatti, l’intervento è stato subordinato alla realizzazione di un piano di rientro e, comunque, era la cattiva eredità di un consolidato e cancrenizzato sistema di potere Pd che ha governato per decenni quella Regione. Qui, invece, si tratta di diventare la spazzatura degli altri punto e basta. E noi – conclude – a questa folle richiesta rispondiamo con un no chiaro e forte.

Per la Lega vi sono rifiuti delle "regioni amiche e quelli delle altre. Per noi vale sempre la solidarietà tra i territori” ha dichiarato il segretario regionale PD Paolo Calvano: "I rifiuti della Puglia cosa hanno di diverso? Sono forse prodotti dall’elettorato sbagliato?  Evidentemente per la Lega la differenziata significa dividere i rifiuti tra quelli delle regioni amiche (che vanno benissimo) e quelli delle altre". Calvano precisa che i "nostri impianti di termovalorizzazione non funzionano a pieno regime e le politiche di cui ci siamo dotati continuano a rispondere ad ambiziosi obiettivi di riduzione, riciclo e riuso. Il dato sulla differenziata nella nostra Regione è già superiore al dato europeo ed entro il 2020 lo porteremo al 73%. 

Ma un no arriva anche dal Movimento 5 Stelle: “Siamo la regione dove si respira un’aria pessima e nonostante ciò abbiamo la bellezza di 8 inceneritori che continuano incessantemente a bruciare rifiuti. Adesso che arriveranno anche le 20mila tonnellate di spazzatura del presidente Emiliano diventeremo ufficialmente la ciminiera d’Italia. E meno male che Bonaccini e la sua giunta gli inceneritori avrebbero dovuto spegnerli. Complimenti!”. È questo il commento di Gianluca Sassi, capogruppo regionale del M5S: “Si tratta di una pessima notizia che conferma, ancora una volta, tutti i nostri dubbi sull’efficacia del nuovo piano dei rifiuti che la Regione ha approvato qualche mese fa sbandierando una improbabile bandiera ecologista – spiega Gianluca Sassi – Per chi amministra questa regione l’incenerimento dei rifiuti continua ad essere un business a cui non si può e non si deve rinunciare, anche a costo di raccattare spazzatura in altre regioni. Con la scusa della solidarietà i nostri impianti bruceranno sempre più rifiuti, questa è la verità. D’altronde la nostra posizione è chiara: ogni Regione deve essere in grado di gestire il ciclo dei rifiuti autonomamente, altrimenti tutte le politiche virtuose che questa Giunta dice di voler attuare resteranno sempre e solo sulla carta e non troveranno mai una loro reale attuazione. Anche perché oggi è la Puglia a chiederci un aiuto, ieri è toccato alla Liguria, a questo punto ci chiediamo quale sarà la prossima. Se Bonaccini vuole trasformare l’Emilia-Romagna nella ciminiera d’Italia ci sembra sulla strada giusta”.

“Abbiamo fatto una scelta di solidarietà istituzionale - spiega l'assessore regionale alle Politiche ambientali, Paola Gazzolo - per aiutare una Regione che si trova in difficoltà. La richiesta è giunta espressamente dal presidente, Michele Emiliano, per far fronte a un’emergenza vera, poiché in Puglia non sono presenti soluzioni alternative in grado di supplire alla chiusura dell’impianto. Come l’anno scorso avvenne per la Liguria, anche in questo caso si tratta di una nostra disponibilità limitata a poche settimane e a quantitativi ridotti, e il provvedimento non sarà reiterabile. Come abbiamo sempre detto- aggiunge Gazzolo- mettendolo anche nero su bianco nel Piano di gestione approvato in maggio, accettiamo rifiuti da altri territori solo in caso di emergenza conclamata e per brevi periodi". 
 

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