Riforma dei quartieri, ecco cosa cambierà a Bologna a partire dall'autunno

A spiegarlo è il presidente del Navile, Daniele Ara, che racconta ad esempio: "Quando si andrà a votare ogni coalizione dovrà dire chi si candida come presidente in anticipo perchè sarà poi il consiglio di quartiere ad eleggerlo". Poi si parla di quale sarà il ruolo del quartiere, della nuova mappa cittadina, di quali migliorie porterà la riforma...

Riforma dei Quartieri approvata circa una settimana fa dal Comune di Bologna: è passata con i voto favorevoli del Partito Democratico, di Sel e di Centr Democratico, mentre Lega Nord e Forza Italia hanno votato contro (e si sono astenuti i raèèresentanti del Movimento 5 Stelle). La prima novità è che da 9, i quartieri diventano 6 e la riforma diventerà operativa da dopo l'estate.

Ma cosa cambia nel concreto? E' Daniele Ara, presidente del Navile (qui l'intervista completa sul suo quartiere) a fare una panoramica sulle principali novità e sui cambiamenti introdotti dalla riforma. 

Come cambia dunque la mappa dei quartieri di Bologna?

La riforma ci porta ad avere 6 territori omogenei come dimensioni e numero di popolazione. Il Navile e il Savena rimangono inalterati, mentre Santo Stefano acquisisce la zona Irnerio e San Donato e San Vitale si uniscono, così come Porto e Saragozza, Reno con Borgo Panigale. 

Una riforma che era nell'aria...in cosa consiste in termini pratici e quali sono gli obiettivi?

Questa riforma è preparata da tempo, da inizio mandato si sono accorpate le direzioni dei quartieri che si sarebbero unificati, nell'ottica di maggior funzionalità ed efficienza. Parallelamente è cresciuta enormemente la mission dei quartieri nel lavoro con la comunità, creando reti sociali da integrare con i servizi, e nel lavoro di cittadinanza attiva e di cura dei beni comuni. 

L'obiettivo è quello di riportare i quartieri alla funzione originaria di relazione con i cittadini e di attivazione della comunità. Per fare questo l'amministrazione centrale ha costruito due soggetti, interni all'amministrazione, con funzione di gestione dei servizi scolastici e sociali. L'istituzione scuola e l'Asp avranno a regime la funzione gestionale, il controllo e l'indirizzo dei servizi spetterà ai quartieri e ai settori comunali preposti. In pratica, il personale di quei servizi non dipende più dal direttore di quartiere, ma da un un unico direttore centrale. I servizi comunque rimangono decentrati nelle sedi attiali dei quartieri e la relazione con i cittadini non cambia.

Quale sarà dunque il ruolo dei quartieri?  

I quartieri rilanceranno il ruolo di raccolta di problematiche e bisogni e dovranno relazionarsi con gli uffici competenti. Parallelamente occorrerà ristrutturare gli uffici di esclusiva competenza dei quartieri con modalità meno rivolte alla gestione amministrativa, più orientata alla vicinanza ai cittadini per la soluzione dei problemi e per la ricerca congiunta di risposte. 

Fondamentale per i quartieri è esercitare il ruolo di governo dell'associazionismo sportivo e culturale. Attivare sempre di più patti di collaborazione con cittadini che curano il bene comune, costruire il welfare comunitario perchè la risposta ai problemi delle persone non può più essere basata unicamente su una prestazione da fornire (soldi, casa, lavoro...), ma anche nel fare in modo che la comunità abbia gli anticorpi per combattere solitudine, emarginazione e povertà. 

Cosa migliorerà con questa riforma?

Si semplifica il ruolo dei consigli di quartiere, che si riducono nel numero, ma che devono essere concentrati sul lavoro per la propria comunità senza ripetere in piccolo le dinamiche del consiglio comunale. I pareri da dare sulle materie di competenza comunale (urbanistica, regolamenti, ecc) si dovranno dare anche in fase preliminare e non dopo il varo dei provvedimenti in Giunta. Le commissioni vengono destrutturate e rese più duttili, la partecipazione si può declinare in forme diverse (consulte, reti, assemblee pubbliche, progetti di partecipazione strutturate come ad es Convivere Bolognina).  

E i presidenti di quartiere?

Viene accentuato il ruolo di rappresentate della comunità del presidente del quartiere: già adesso la maggior parte dell'impegno dei presidenti e verso tematiche che non sarebbero di stretta competenza della macchina del quartiere, bensì quello di essere il punto di riferimento della comunità per la relazione con tutti gli enti pubblici locali e nazionali e per ogni richiesta dei cittadini. Ad esempio sulla sicurezza si chiede ai presidenti prestazioni spesso improprie, ma la riforma cerca di aumentare l'autorveolezza degli stessi nei confronti delle forze di sicurezza pubblica. E' un peccato che il centrodestra abbia votato contro visto che scarica sui presidenti tutti i problemi di sicurezza e questa riforma cerca proprio di aumentarne l'autorevolezza ad esempio con prefetto e questore! (qui le criticità sulla riforma espresse dal presidente del quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti). 

In vista delle Amministrative del prossimo anno: cosa cambierà per le modalità di elezione?

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Quando si andrà a votare nel 2016 ogni coalizione dovrà dire chi si candida come presidente in anticipo perchè sarà poi il consiglio di quartiere ad eleggerlo. Storicamente solo il centrosinistra indicava prima il candidato presidente, adesso tutti dovranno dichiararlo. Parte importante della riforma è rappresentata dalla possibilità di scegliere parte del bilancio in maniera partecipata. Il consiglio comunale ha modificato regolamento su decentramento e lo statuco comunale, adesso saranno mesi di discussione su che risorse umane e d economiche saranno da allocare ai quartieri per ripartire di slancio con questa nuova mission, che comunque i presidenti e i consigli di quarteire esercitano da tempo.

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