Rifugio per cani a rischio: 'Ce lo espropriano per il Passante'

Si chiedono che fine farà il rifugio che in 8 anni aveva accolto decine di animali abbandonati e maltrattati: "Non abbiamo un'alternativa e neppure le risorse per traslocare"

Il rifugio per cani Le Fate Ignoranti di via del Sostegno dovrà lasciare la sua sede entro il 24 marzo. Il terreno che lo ospita in conto comodato dal 2010 rientra infatti nel piano degli espropri per il Passante di mezzo: la notizia, per i 9 volontari che da 8 anni portano avanti un progetto che ha salvato e dato una casa a tanti cani dalle storie difficili, questa è stata una doccia fredda. 

"Abbiamo pochissimo tempo, poco più di un mese e non sappiamo ancora nè dove andremo, nè come affrontare un eventuale trasferimento - spiega Alessandra Cotti, responsabile del rifugio che prende il nome da un film di Ferzan Ozpetek che lei ama particolarmente - Questa collocazione ci era stata offerta 8 anni fa dal proprietario dell'area agricola e con il tempo l'abbiamo attrezzata con cucce, box, casette di legno e tutto ciò che serve lavorando sodo e attingendo alle risorse raccolte con iniziative e cene di raccolta fondi. Abbiamo salvato e trovato casa a tanti cagnoloni, ospitandone fino a 25 contemporaneamente e lasciandoli sempre in libertà". 

E adesso tutto rischia di finire? Come era nato il progetto? Quanti sono i volontari e chi sono? "Siamo in difficoltà. Abbiamo letto con preoccupazione che il terreno rientrava fra le aree da espropriare per lo sviluppo dell'infrastruttura in via di realizzazione, ma non ci aspettavamo dei tempi così stretti. Il rifugio è nato quando nel 2010 un cacciatore mi fece vedere un cane che aveva intenzione di sopprimere perchè semplicemente 'a lui non serviva più' e io decisi di tenerlo con me, per salvarlo. Il proprietario del terreno mi aveva detto che potevo ospitarlo lì e da quel momento a oggi abbiamo accolto tanti pelosi con le loro storie tristi di maltrattamenti e abbandoni. Siamo 9 volontari, 7 donne (Io, Valeria, Mirka, Paola, Carmen, Tiziana, Alessandra II) e 2 uomini (Andrea e Alessandro)". 

"Siamo stati ricevuti dal presidente del quartiere Daniele Ara, il quale però ci ha confermato che in possesso del Comune di Bologna al momento non ci sono terreni compatibili. La nostra paura è che se anche ce ne fossero noi non avremmo le risorse per affronare tutte le spese di smontaggio e rimontaggio delle strutture che abbiamo messo su nel tempo". 

Vuole fare un appello a chi magari può aiutarvi in qualche modo? Anche adottando i cani che avete nel rifugio al momento?  

"Sì, di modi ce ne sarebbero. Anche solo delle persone capaci pronte ad aiutarci per l'eventuale smontaggio o rimontaggio delle cucce, dei box e delle casette. Per il momento non sappiamo ancora nulla, ma sappiamo che abbiamo cinque adorabili cani da adottare: sono Kuni, Macchia, Blondie, Nello e Fiamma, provenienti dall'Albania, da Napoli, dalla Sicilia...tutti con un passato da dimenticare e tanto affetto da dare". 

La questione è finita anche fra i banchi del consiglio comunale, a seguito di una interrogazione fatta dalla grillina Elena Foresti  alla giunta. La risposta è stata letta in Question Time dell'assessore con delega ai Diritti e benessere degli animali, Susanna Zaccaria: "Dopo un rapido approfondimento amministrativo, siamo a confermare che non sussistono relazioni tra il Comune di Bologna e Le Fate Ignoranti: questo luogo rappresenta un rifugio per animali privato, autonomo dalle funzioni comunali. Siamo in attesa di comprendere se i gestori di questo rifugio per cani abbiano già elaborato alcune valutazioni per eventuali nuove collocazioni territoriali della loro struttura. Intanto, colgo l'occasione, visto che la delega è nuova e sono le prime domande, per esprimere molto apprezzamento rispetto a tutte quelle associazioni che anche in modo privato svolgono queste funzioni e lo dico sinceramente. Con queste associazioni però non prevediamo sovvenzionamenti perché in linea generale si ritiene più che opportuno concentrare le risorse dell’Amministrazione sul canile di Trebbo di Reno. Penso che questo tipo di associazioni abbia la capacità e le relazioni per adottare cinque cani. Se non fosse così, il canile di Trebbo è pronto ad ospitarli per poi adottarli attraverso i canali pubblici".

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