Filtri d'amore, sesso e denaro per riconquistare l'ex fidanzato: condannati tre truffatori

Due fratelli e la madre in manette per aver soggiogato una donna con problemi psichici, estrocendole 45mila euro. Riti, santoni, sesso e soprattutto soldi che avrebbero fatto riavvicinare il suo ex. Ma il fratello della vittima raccontò tutto

Magie e filtri per riaccendere la passione tra lei, C.M.T., e l'ex fidanzato, arrivando all'abuso sessuale, convincendola che lo sperma servisse a farlo riavvicinare. La squadra mobile di Bologna, coordinata dalla Procura, aveva fermato a maggio del 2013 due fratelli, P.P., nato a Crotone, 55 anni, e P.M., nato a Luino (Va), di 46, e indagato la madre, A.A., 77enne, nata a Crotone.

A febbraio è arrivata la sentenza di condanna: due anni e due mesi di reclusione per il fratello più giovane, due anni e otto mesi e pagamento di 800 euro di multa per P.P.. Condannata anche la madre a un anno e sei mesi  al pagamento di 600 euro di multa. Il "trio" dovrà anche pagare tutte le spese processuali.

Un disegno criminoso che aveva completamente soggiogato l'allora 46enne bolognese: riti propiziatori, dazioni di denaro, per un totale di 44.790 euro e rapporti sessuali per riconquistare l'ex compagno "ingenerandole, attraverso telefonate il timore immaginario del pericolo rappresentato da una banda di albanesi - si legge nel dispositivo di sentenza - che potevano fare del male a lei e alla sua famiglia" inoltre "abusando della labilità psichica della persona offesa" la inducevano "a compiere e a subire atti sessuali come masturbazioni, rapporti orali e anali".

L'INDAGINE. Era iniziata nel giugno 2012, quando C.G., fratello della vittima si era recato alla Polizia, raccontando la vicenda, ma non sporgendo denuncia. A quell'epoca la sorella percepiva denaro proveniente da una locazione, la pensione di invalidità, oltre a quella percepita dal marito, anziano e malato, ma era arrivata a mettere in vendita l'appartamento della figlia, tramite un'agenzia immobiliare. C.M.T. si era separata, poi risposata, e aveva avuto qualche problema con l'alcool. Era in cura da anni presso il Centro di Salute Mentale ed era stata ricoverata presso Villa Baruzziana.

Le intercettazioni telefoniche hanno confermato come la donna, fosse oggetto di continue richieste di denaro, da inviarsi a mezzo di carte prepagate tipo PostePay e PayPal, poi rinvenute nell'abitazione di P.P., che le telefonava o le inviava messaggi (fino a 80 volte al giorno) paventando il pericolo rappresentato da una fantomatica banda di albanesi, descritti come i reali beneficiari dei versamenti. Per incuterle maggiormente timore, aveva anche effettuato telefonate con inflessione dell'est Europa e, nonostante P.P. fosse venuto a conoscenza dell'indagine a suo carico, aveva cambiato utenza telefonica, non smettendo di chiederle denaro che però, da allora in avanti, doveva essere consegnato "a mano". Sentita in udienza, la vittima aveva infatti riferito che gli era stato chiesto espressamente di buttare via tutti gli scontrini relativi ai pagamenti.

FLUIDO MAGICO. Sempre dalle intercettazioni era emerso che P.M., gestore di un bar in zona Massarenti, aveva convinto la vittima che certi riti propiziatori l'avrebbero fatta ricongiungere con il suo ex, invitandola a compiere atti sessuali con lui, in particolare rapporti anali e orali, al fine di "produrre liquido seminale da utilizzarsi come filtro magico. La "pratica" veniva espletata all'interno del bar e in assenza della compagna di P.M. che si faceva ricaricare abitualmente il credito del telefono cellulare. In quel periodo l'ex fidanzato aveva inziato a parlarle, quindi C.M.T. si convinse che in qualche modo i suoi soldi fossero ben spesi.

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IL RUOLO DELLA MADRE. Anche una fantomanica "santona", amica della madre dei due truffatori, l'avrebbe potuta aiutare a riconquistare l'amato, ma in cambio di cibo, così C.M.T. consegnava generi alimentari ad A.A. che le suggeriva anche di compiere riti serali con l'olio per scacciare il malocchio.

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