Rumore in aeroporto, scattano le prime multe (da 500 euro) per le compagnie fracassone

Sono una decina, e derivano dall'ordinanza della direzione aeroportuale Enac di Bologna emessa in agosto ed entrata in vigore l'1 settembre

Il Comune di Bologna esulta per la prima decina di multe comminate dall'Enac alle compagnie aeree che da settembre a oggi hanno violato le procedure antirumore nei decolli al Marconi. "Le sanzioni corrispondono a un'attesa sentita da tempo- commenta l'assessore all'Urbanistica, Valentina Orioli, al termine dell'assemblea pubblica di oggi al Quartiere Navile- in linea di principio siamo soddisfatti, finalmente si applicano".

Le sanzioni, che in media dovrebbero ammontare a circa 500 euro, derivano dall'ordinanza della direzione aeroportuale Enac di Bologna emessa in agosto ed entrata in vigore l'1 settembre, che rende obbligatoria per tutti una procedura di decollo verso la città con virata più stretta, per evitare il più possibile i centri abitati. "Sulla base delle violazioni a questa, riusciamo a fare le sanzioni", precisa la rappresentante di Enac presente oggi in Quartiere.

L'ordinanza di agosto si va ad aggiungere a quella del dicembre 2016, che obbliga i piloti a decollare verso Calderara nelle ore notturne e in via preferenziale di giorno. Una traiettoria che, tra l'altro, permetterebbe ai piloti un risparmio di carburante perché intercetta prima le aerovie previste, ma che non è sempre possibile per condizioni meteorologiche (vento in coda) o per congestione del traffico aereo.

Presenti all'incontro in Quartiere, oltre ai cittadini del comitato (una cinquantina) che si battono contro il rumore causato dall'aeroporto, anche i rappresentanti del Marconi, i parlamentari Pd Andrea De Maria, Francesca Puglisi e Marilena Fabbri e i consiglieri regionali Giuseppe Paruolo (Pd) e Galeazzo BIgnami (FI)

In particolare, l'azzurro chiede la disponibilità dell'aeroporto a "partecipare con una parte dei suoi proventi a interventi di mitigazione sulla citta'", mentre Paruolo promette un'interrogazione in Regione per avere dall'Enav (che gestisce il traffico aereo) l'elenco dei decolli e delle condizioni meteo in cui sono avvenute, per capire i reali motivi delle traiettorie seguite e delle eventuali violazioni delle procedure.

I parlamentari dem, invece, assicurano la loro disponibilità per portare a Roma la questione del rumore aeroportuale, ancora poco considerata nella legislazione attuale. Puglisi, in particolare, promette un emendamento alla prossima legge di bilancio per prevedere sgravi fiscali per lavori di insonorizzazione nelle case che si trovano nel cono degli aeroporti in zone urbane e per verificare la possibilità di risorse per interventi sulle scuole nelle stesse condizioni.

Quanto al Comune, entro l'inizio di novembre dovrebbe partire l'indagine sanitaria sugli abitanti in zona aeroporto, mentre per la mappatura acustica si attende il via libera dai Comuni vicini coinvolti nel progetto (Casalecchio, Calderara, Castel Maggiore e San Lazzaro). Entro giugno 2018, in ogni caso, dovrà essere pronto il piano d'azione con gli interventi di mitigazione acustica e per ridurre il numero di abitanti esposti al rumore. Secondo il report presentato oggi in assemblea dal portavoce del comitato, Paolo Serra, "il 50% dei voli sul Marconi supera il livello massimo di 85 decibel. Noi vorremmo che il regime tariffario tenesse conto anche del rumore prodotto a terra. Il nostro obiettivo è stimolare i legislatori nazionali e regionali verso le istanze dei cittadini e verso i rispettivi esecutivi, che al momento risultano inadempienti. (Dire)

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