San Donato, parroco choc: 'Stuprata dopo sballo? Se l'è cercata, non provo pieta'

In serata le scuse, incluse dentro una nota della Curia che prende le distanze dalle frasi. Offline il profilo social del prete di periferia

"Se nuoti nella vasca dei piranha non meravigliarti se poi esci e ti manca un arto". E' solo un passaggio di un lungo scritto, vergato dal parroco della chiesa di San Domenico Savio di via Andreini, alla perferia del quartiere San Donato, e che sta scatenando furiose polemiche nel mondo politico e non solo. A scoprire il post, pubblicato su Facebook, è stata Radio Città del Capo, che ne ha dato poi notizia.

Nel mirino del commento, la ragazza 17enne che ha denunciato di essere stata stuprata nei giorni scorsi in un vagone dopo una notte di alccol e divertimento e -secondo don Lorenzo Guidotti- sostanzialmente vittima della sua stessa condotta. "Chi scieglie la cultura dello sballo lasci che si 'divertano' anche gli altri" scrive don Guidotti in un altro passaggio pieno zeppo di commenti border-line, che non mancano di irritare parrocchiani, associazioni e istituzioni, ma che incontrano anche la solidarietà di diversi esponenti di Lega Nord e Forza Italia, nonché di diversi commenti positivi sui social network.

"Ma dovrei provare pietà? NO!" continua don Guidotti, dopo aver appuntato che "oltre agli alcoolici ti eri già bevuta tutta la tiritera ideologica dell' 'accogliamoli tutti', e ancora: "A questo punto, svegliarti seminuda era il minimo che potesse accaderti".

Subito quanto scritto da Don Guidotti è diventato terreno di scontro politico, con endorsement anche da politici nazionali, come Roberto Calderoli e Daniela Santanchè, ma anche da condanne, provenienti dalla senatrice Puglisi e dal deputato Andrea De Maria.

Il sindaco Virginio Merola invece si concentra sullo stupro,"il caso vero" lo definisce "pensimmagine video-39-17iamo ad aiutare questa ragazza e la sua famiglia a superarlo, tutto il resto francamente...". 

Poi in serata, una nota della Curia, prende le distanze dallo sfogo del 'don'. Quanto scritto da don Lorenzo Guidotti sulla ragazza che ha denunciato di essere stata violentata "corrisponde ad opinioni sue personali, che non riflettono in alcun modo il pensiero e la valutazione della Chiesa, che condanna ogni tipo di violenza".

L'arcidiocesi di Bolgona, inoltre, sottolinea che don Guidotti "riconosce di essersi espresso in maniera inappropriata e intende chiarire il suo pensiero nella dichiarazione che segue". Nella nota, infatti, viene riproposto il testo già pubblicato dal parroco ("In piena libertà") sul proprio profilo Facebook: intervento con cui don Lorenzo da un lato si scusa e dall'altro ribadisce il proprio pensiero su violenza alle donne e "cultura dello sballo".

Scrive il prete: "Non posso che dolermi con me stesso per i termini usati nel commentare e per le affermazioni che riesco a capire possano essere intese come un atto di accusa alla vittima. Io stesso leggendo oggi quel post ravviso questo", scrive don Lorenzo. "Non posso perciò che chiedere scusa a lei e ai suoi genitori se le mie parole imprudenti possono aver aggiunto dolore, come invece accadrà leggendole. Chiedo però a tutti, capaci magari di miglior linguaggio e possibilità (autorità, giornalisti, insegnanti, genitori) di aiutare a smantellare questa cultura dello sballo in cui i nostri ragazzi vivono. Altrimenti domani dovremo provare pietà per un'altra vittima e poi un'altra. Fino a quando? Fino a quando saremo in grado di dire 'basta!'. E' necessario fornire un'alternativa". La nota dell'Arcidiocesi è stata diffusa dopo che l'arcivescovo Matteo Zuppi, oggi pomeriggio a margine di un convegno nella sede del Comune, aveva preferito non rispondere ai giornalisti, limitandosi a dire nell'allontanarsi: "Prima fatemi leggere".

Silvia Prodi e Nadia Rossi, gruppo MdP in Regione, fanno sapere a don Lorenzo Guidotti che "la violenza non ha mai giustificazione. È per le persone come lei che uomini e donne pensano che il dolore di una vittima non meriti neppure rispetto. Chi, più o meno velatamente, con ipocrisia e malizia, afferma che una donna “che se l’è andata a cercare” favorisce il proprio aguzzino, ne diventa un complice" si legge nella nota "i media nelle ultime settimane riportano con sempre più frequenza episodi di violenza e molestie nei confronti delle donne. Non perché riscontrabile un aumento di crimini di questa natura, ma perché aumentano le denunce – e questo non può che essere un segnale positivo – e l’attenzione dell’opinione pubblica dà risalto a questa piaga. Il fenomeno è innanzitutto culturale e connesso a una concezione arcaica per cui la donna è oggetto di possesso e privo di dignità propria. Dobbiamo agire su un doppio fronte quindi, quello della prevenzione ed educazione da un lato e quello della protezione e sostegno alle vittime dall’altro. L’Emilia-Romagna lo fa dedicando risorse – di ieri è l’annunciato impegno del Presidente Bonaccini e dell’Assessora Petitti ad aumentarle già dal prossimo bilancio – per finanziare le attività dei centri antiviolenza e delle case rifugio. Lo fa promuovendo percorsi rivolti soprattutto ai giovani delle scuole finalizzati a creare una nuova coscienza collettiva e responsabilizzandoli affinché agiscano rispettando gli altri ma anche loro stessi. Don Guidotti, temiamo che lei non possa comprendere questo ragionamento. Lei fiancheggia l’aggressività, la brutalità e la sopraffazione di una giovane di appena 17 anni. E se aggiunge di non provare alcuna pietà per una ragazza che denuncia uno stupro, per quello dovrà vedersela con la sua coscienza. Di uomo e di ministro della Chiesa".

Nadia Rossi, Consigliera regionale PD Emilia-Romagna

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