San Giovanni Persiceto: Bonifica della ex Razzaboni, M5S: 'Fondi non arrivano'

La capogruppo grillina in Regione chiede alla giunta Bonaccini conto del ritardo nell'erogazione dei finanziamenti per la bonifica dell'area, i cui terreni sono pregni di sostanze tossiche

Torna a far discutere la discarica ex Razzaboni di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna. E ancora una volta è il Movimento 5 stelle a sollevare il caso, denunciando l'assenza dei fondi per la bonifica promessi quasi un anno fa dal ministro dell'Ambiente, Gianluca Galletti (quasi 3,5 milioni di euro).

In un'interrogazione alla giunta Bonaccini, la consigliera regionale dei Cinque stelle Silvia Piccinini chiede conferma del fatto che "il finanziamento annunciato dal ministero dell'Ambiente per il completamento dell'intervento sull'area ex Razzaboni non è stato confermato, così come non risulta disponibile il finanziamento regionale già stanziato".

Dalle ultime analisi effettuate da Arpae nell'area, afferma inoltre Piccinini, "risultano valori assolutamente fuori norma per quanto riguarda il manganese e il nichel" in diversi punti di rilevamento. Per questo l'esponente M5s chiede all'esecutivo "quali iniziative intenda assumere in mancanza dei fondi promessi dal ministro Galletti, affinché in tempi rapidi riprendano gli interventi di bonifica nell'area". Piccinini chiede anche se la Regione abbia previsto nuovi finanziamenti.

Non è la prima volta, in realtà, che la consigliera regionale dei Cinque stelle segnala il fatto. Già in gennaio lamentò un ritardo nel finanziamento, che di fatto causò il blocco dei lavori. In quella occasione, anche il sindaco di San Giovanni scrisse alla Regione, per chiedere conferma dei fondi, mettendo anche in chiaro di non essere in grado di anticipare la somma.

Passarono i mesi e a maggio si ripresentò il problema. "Mancano i fondi", protestarono ancora una volta sia il Comune sia l'M5s in Regione, costringendo il ministero a replicare che i 3,3 milioni di euro promessi erano stati stanziati e che sarebbero stati coperti con la programmazione dei fondi per sviluppo e coesione 2014-2020. Nel frattempo, la Corte dei Conti ha aperto un'indagine sulla mancata bonifica dell'area, dopo che la stessa Piccinini aveva presentato un esposto nel settembre 2015. (Dire)

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