Spray urticante a scuola, il preside: "Atto grave e da punire, ma rieducando"

Una cinquantina le persone intossicate ieri all'Istituto Mattei di San Lazzaro. I carabinieri indagano

"Spruzzare spray al peperoncino a scuola non è uno scherzo di fine anno, ma un atto gravissimo e inammissibile, cosa di cui molto spesso i ragazzi non si rendono conto". Il giorno dopo l'episodio accaduto all'Istituto Mattei di San Lazzaro di Savena, il preside Roberto Fiorini sottolinea la gravità del gesto e rimarca l'importanza della funzione educativa della scuola.

"Le indagini dei carabinieri procedono - afferma il preside - non appena avremo elementi certi e individueremo il responsabile, o la reponsabile, adotteremo provvedimenti disciplinari e si procederà con la sospensione".

"Bisogna però che i ragazzi e le ragazze capiscano la gravità del gesto perché molto spesso non se ne rendono conto e si ritrovano a commettere reati gravissimi, non burle di fine anno. Ancora non siamo riusciti a venirne a capo, mi auguro che i ragazzi ammettano le proprie responsabilità - continua - perché con cinquanta persone che si sentono male non si scherza, soprattutto dopo quello che è successo a Torino e ad Ancona. Abbiamo gestito la situazione benissimo, evitando che si scatenasse il panico, ma il fatto che non ci siano state gravi conseguenze non rende meno preoccupante l'episodio".

Dunque applicare la sanzione sì, ma non come punizione fine a se stessa. "La sospensione è uno strumento desueto, lasciare a casa l'alunno per punirlo senza spiegare il motivo del provvedimento, o meglio, senza accertarsi che l'abbia compreso - spiega il preside - non esplicherebbe la nostra funzione educativa".

"Spiegheremo invece, con un consiglio di classe allargato a ragazzi e genitori, il perché si chiede la sospensione. È importante ricostruire la fiducia reciproca, far riflettere i ragazzi sulla pericolosità di comportamenti del genere affinché episodi simili non si ripetano più".

Domani all'Isituto di via delle Rimembranze sarà avviata un'indagine interna e, se il responsabile sarà indivuato prima della fine dell'anno scolastico, scatterà subito la sospensione altrimenti si rimanda tutto a settembre. In tutti i casi, prima o dopo, sarà convertita in ore di laboratori, lezioni e approfondimenti, insomma attività utili alla comunità scolastica.

"Lo facciamo normalmente - dice Fiorini - l'ulltima volta ieri, durante un consiglio di classe per furto. La sanzione, tornando al discorso precedente, non tanto con funzione punitiva quanto educativa, con l'obiettivo, in generale, di favorire il recupero dello studente".

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