San Petronio diventa una piazza: Zuppi chiama a raccolta i cittadini

Credenti e laici nella basilica arredata con tavolini e sedie disposti a semicerchio davanti al palco, allestito al centro

Credenti e laici nella basilica di San Petronio, arredata come se fosse una piazza, con tanto di tavolini e sedie disposti a semicerchio davanti al palco, allestito al centro della chiesa. E' l'arcivescovo Matteo Zuppi a chiamare a raccolta tutta la città per l'Assemblea diocesana, convocata per il prossimo 8 giugno, in occasione dell'anno del Congresso eucaristico diocesano 2017, che culminerà con la visita di papa Francesco a Bologna il prossimo 1 ottobre.

Due i momenti della giornata: la festa in piazza Maggiore, alle 18, con gli sbandieratori, la banda di Monzuno e un punto di ristoro; l'assemblea, dalle 19.30 in San Petronio, durante la quale si alterneranno diverse testimonianze alla presenza del sindaco Virginio Merola, del rettore Francesco Ubertini e dei leader degli industriali Maurizio Marchesini, ma anche il patriarca di Babilonia dei Caldei, Luis Raphael Sako. I cristiani caldei, ha detto oggi Zuppi in conferenza stampa, "sono una delle comunità maggiormente perseguitate, soprattutto in Iraq e Siria". 

L'assemblea diocesana sarà un confronto "vero e reale", con cui la Chiesa di Bologna vuole mettersi "in ascolto e in dialogo con tutti coloro che hanno a cuore il bene comune". Un'occasione per "domandarsi se la nostra azione è adeguata al Vangelo e alla Storia", sottolinea Ottani. "E' un incontro tra la Chiesa e tutta la città - ha detto monsignor Giovanni Silvagni - sono invitati non solo i cattolici, ma tutti i cittadini bolognesi. Non siamo mondi chiusi, la Chiesa tiene molto a questo dialogo. E non per fare il predicozzo".

Per l'occasione saranno allestiti anche alcuni wc in basilica e sarà consentito ai pullman arrivare in piazza Maggiore, ma solo per il carico e scarico dei passeggeri (non potranno sostare). L'assemblea diocesana "è un momento identitario - sottolinea Zuppi - con un percorso che ha coinvolto tutte le realtà della Chiesa di Bologna". E' un'occasione che "abbiamo voluto proprio di incontro della Chiesa con la città- ribadisce l'arcivescovo - la casa comune è davvero comune e tutti i pezzi devono concorrere perchè la città degli uomini sia davvero umana. E' questa la preoccupazione". (dire)

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Commenti (1)

  • Eminenza, S. Paolo ha sempre scritto nelle sue lettere indirizzate alle varie comunità parlando dei "dissapori" che continuamente avvelenavano la comune convivenza. Io non sono di certo S. Paolo, e tanto meno Cristo che ci definiva uomini di dura cervice. Bene, Merola ne è il capo dei dura cervice.

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