Sanità, cancro e vaccini costano cari: ma i conti reggono

Per le cure oncologiche 47 milioni di euro per i vaccini 20 milioni in più. Pareggio per i conti 2017 delle tredici Ausl e aziende ospedaliere regionali

Farmaci innovativi, soprattutto anti-cancro e vaccini. Queste le spese più "salate" per la sanità emiliano-romagnola. Per le cure oncologiche sono stati spesi 47 milioni di euro in più rispetto all'anno precedente, per i vaccini + 20 milioni, altri 20 milioni in più sono stati spesi per assunzioni e stabilizzazione del personale.

Ciononostante, i conti reggono, grazie anche a 131 milioni di euro di risparmi garantiti dalla centrale unica di acquisti. Sono in pareggio i conti 2017 per le tredici Ausl e aziende ospedaliere dell'Emilia-Romagna, oltre che quello del Rizzoli di Bologna. Le cifre sono state illustrate oggi in commissione in Regione, dove è arrivato il parere positivo allo schema di delibera della giunta sull'approvazione dei bilanci.

"Questi numeri - commenta l'assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi - mostrano, ancora una volta, come l'alto livello dei servizi forniti, che fanno della sanità dell'Emilia-Romagna un'eccellenza a livello nazionale, si unisca a una gestione amministrativa e delle risorse estremamente efficace, che garantisce la sostenibilita' all'intero sistema".

"Non solo tutti i bilanci sono in pareggio, ma evidenziano gli importanti investimenti fatti, a partire dall'assunzione e la stabilizzazione di nuovo personale, fino all'acquisto di farmaci innovativi, in primis quelli oncologici. Per garantire ai cittadini un'assistenza sempre migliore". Il finanziamento del servizio sanitario regionale e' stato garantito lo scorso anno da 8,1 miliardi del fondo nazionale, a cui si sono aggiunte le entrate dirette delle aziende e 600 milioni di euro per prestazioni effettuate a cittadini provenienti da altre regioni italiane.

La spesa sanitaria nel dettaglio

Per quanto riguarda la spesa, poco meno di 3 miliardi di euro riguardano il personale dipendente, 1,4 miliardi le forniture di beni sanitari e non, 492 milioni la spesa farmaceutica convenzionata, 2.728 milioni i servizi sanitari e sociosanitari, 870 milioni i servizi non strettamente sanitari (manutenzioni, utenze, servizi informatici). Sfiorano i 50 milioni di euro i piani di investimento aziendali per il rinnovo tecnologico e del mantenimento delle strutture aziendali.
Le aziende sono state impegnate, informa inoltre la Regione in una nota, a mantenere e consolidare la riduzione dei tempi di pagamento dei fornitori di beni e servizi del Servizio sanitario in base a quanto previsto dalla legge (pagamenti entro 60 giorni) attraverso un impiego efficiente della liquidita' disponibile a livello regionale. (dire)

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