Sanità, tempi di attesa per le visite: obiettivo raggiunto

Anche le prestazioni più critiche, sarebbero "garantite nella quasi totalità entro i tempi previsti dalla legge". Critiche dai 5 Stelle

"Raggiunti gli obiettivi sull'abbattimento dei tempi di attesa". Licia Petropulacos, direttore generale della Sanità in Regione Emilia Romagna lo ha riferito oggi in commissione Politiche sanitarie di viale Aldo Moro.

Anche le prestazioni più critiche, riferisce l'ufficio stampa dell'Assemblea legislativa in una nota, "sono garantite nella quasi totalità entro i tempi previsti dalla legge", cioè 30 giorni dalla prenotazione.

I tempi di attesa 

Per la visita ginecologica, spiega ad esempio la Regione, il dato è passato dal 46% nel 2015 al 99% del 2018. Le visite gastroenterologiche sono state erogate nel 97% dei casi, contro il 58% di tre anni. Migliorati in maniera netta anche i dati della endocrinologica (dal 44 al 96%) e di quella pneumologica (dal 46 a 93%). La Regione parla di "buone performance" anche per i ricoveri chirurgici programmati. Dal 2016 al 2018, infatti, il numero di pazienti ricoverati entro il tempo massimo d'attesa (da 30 giorni a 12 mesi a seconda dei casi clinici) e' passato dal 72 all'83%, con un "miglioramento significativo" per la chirurgia oncologica. 

La consigliera regionale 5 Stella Raffaella Sensoli chiede infatti "un monitoraggio più ampio, in particolare per le prestazioni più critiche". Una proposta che, riferisce la stessa Sensoli, è stata accolta da viale Aldo Moro. 
"La Regione amplierà il range delle prestazioni da monitorare per le liste d'attesa- afferma l'esponente M5s-finalmente ha dovuto ammettere che il monitoraggio, così come veniva fatto fino ad oggi, ha molte lacune ed è assolutamente insufficiente". Anzi, accusa Sensoli, "è funzionale solo all'attività politica della Giunta e alla sua propaganda. E la dimostrazione sta nel fatto che i cittadini devono ancora aspettare tantissimo per poter effettuare una visita specialistica o un intervento chirurgico". Per questo, continua Sensoli "siamo soddisfatti che finalmente la Regione abbia accettato la nostra proposta. Fino ad oggi il monitoraggio si fermava a quota 42 prestazioni ed è necessario che venga ampliato per garantire massima trasparenza a tutto il sistema sanitario regionale". Favorevole ad aumentare le prestazioni da monitorare anche il dem Paolo Zoffoli, presidente della commissione Sanità della Regione, che ha comunque evidenziato come "le 42 prestazioni oggetto di monitoraggio rappresentano circa il 96% del totale di quelle effettuate". (dire)

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