Sanremo, Samuele Bersani canta la crisi in scarpe da calcio e frac

Look audace che lascia il segno, come il testo della sua canzone - "Un pallone' - incoronato dalla critica come il migliore. Ma l'artista bolognese preannuncia: "Non sono qua per vincere"

Grossi occhiali neri, elegantissimo completo scuro, con tanto di coda, e ai piedi un paio di audacissime scarpette da calcio. Un look nuovo e originale per Samuele Bersani, cantante bolognese d'adozione, che ieri così si è presentato sul palco dell'Arsiton, "big" in gara al Festival di Sanremo. Stile di sicuro impatto e che strizza l'occhio al testo della sua canzone, "Un pallone", dal ritornello vivace ed orecchiabile: "Ci vuole molto coraggio a rotolare giù in un contesto vigliacco che non si muove più, e a mantenere la calma adesso per non sentirsi un pallonme perso". (GUARDA IL VIDEO)

Un testo che ha fatto già breccia nella critica tanto da essere stato premiato come il migliore dagli esperti del Premio Lunezia che, come ogni anno,esprimono in anteprima la loro opinione sulle canzoni in gara. ''Le parole di Bersani - -afferma Paolo Talanca, responsabile della redazione musical-letteraria del Premio Lunezia- hanno il giusto equilibrio tra la chiarezza del contenuto e la bellezza della metafora poetica. La canzone parla dell'Italia tramite un pallone sgonfio; Bersani ha costruito un testo davvero 'd'autore', con uno stile personale e immagini che si capiscono senza spiegazione, perche' comunicano da inconscio a inconscio''.

Ma a chi lo vede fra i favoriti del prossimo Sanremo, Bersani risponde: "Non vado per vincere, ma perché la mia canzone raggiunga tutti quanti, dai bambini in su". "La crisi non è politica, ma interiore, e io non sono un sociologo, ma un cantante che parla a chi lo ascolta: con la mia canzone voglio dire che anche con un pallone sgonfio ci si può divertire". Questo il messaggio, chiaro, semplice, e in qualche modo positivo che l'artista lancia attraverso il suo brano .

DA BOLOGNA ALL'ARISTON, IN TANTI. Oltre a Samuele Bersani, romagnolo di nascita ma bolognese di adozione, sul palco dell'Ariston altri due artisti 'nostrani': dal mattatore della kermesse, Gianni Morandi, a Lucio Dalla, in gara con 'Ninì', il brano cantato da Pierdavide Carone (GUARDA IL VIDEO)

 

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