Due scioperi in un mese, una mamma: 'Andrebbero detratti dalla retta del nido'

Paga una retta di 360 euro/mese al nido per poter continuare a lavorare: 'Costretta a pagare baby sitter'

"Un disagio che ormai colpisce tantissimi genitori, ma purtroppo nessuno ne parla perchè pensano che trovata la soluzione o alternativa si va avanti lo stesso".

A scriverlo a Bologna Today è la mamma di un bimbo di 23 mesi che vorrebbe accendere i riflettori su quelli che definisce "scioperi fasulli, nel senso che scioperare dovrebbe essere un'astensione collettiva dal lavoro che ha come finalità quella di ottenere, esercitando una pressione sui datori di lavoro, un miglioramento delle condizioni lavorative rispetto a quelle disciplinate dal contratto collettivo nazionale, ma tutto sembra tranne che questo" continua "si sciopera di venerdi per allungare il week end e si sciopera per starsene un po in più a letto. Questo il mio parere e di tantissime altre persone. La seconda finalità è creare un disagio, ma a chi? A noi cittadini non al loro datore di lavoro". 

Paga una retta mensile pari a 360 euro al mese per portare il proprio bimbo al nido comunale e quindi poter continuare a lavorare: "Nel giro di un mese, 2 giorni di sciopero, vale a dire per un genitore spese extra o costretto a prendere ore o giorni di ferie e chi non può chiedere permessi a lavoro è costretto a pagare la baby sitter. Il comune percepisce la quota per ogni bimbo anche se il servizio non viene erogato, il lavoratore non viene pagato nel giorno di sciopero. Quindi? Chi ci guadagna? Chi ci perde? CI GUADAGNA IL COMUNE, LO STATO, LA CITTA'. CI PERDE IL GENITORE IL CITTADINO perchè oltre al giorno già pagato al nido, bisogna pagare una baby sitter pari a 60/80 euro per la giornata" quindi conclude "i giorni di sciopero andrebbero tolti dalla retta mensile". 

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