Esuberi annunciati: soccorritori e autisti delle ambulanze incrociano le braccia

Sciopero e presidio in via dei Lapidari: il fermo di soccorritori, addetti alle centrali operative e autisti è una novità

Lo avevano annunciato e domani lo mettono in pratica: ambulanze ferme per protestare contro i 45 possibili esuberi annunciati dalla Fondazione Catis, che gestisce il servizio di emergenza per Ausl e Sant'Orsola.

Dalle 10 saranno in presidio davanti alla sede della loro azienda, in via dei Lapidari, e saranno in sciopero per tutta la giornata.

L'azienda che conta 210 dipendenti qualche giorno fa ha inviato una comunicazione ai sindacati Fp-Cgil, Cisl Fp, Uil-Fpl lamentando la "assoluta incertezza nei rapporti con il Sant'Orsola", dove il servizio ambulanze va avanti dal 2014 senza un accordo.

Il fermo di soccorritori, addetti alle centrali operative e autisti è una novità infatti questa mattina in Prefettura si è tenuto un incontro per trovare un accordo che assicurassi i servizi minimi essenziali, ma conferma Simone Raffaelli, della Fp-Cgil, quella di domani non sarà l'unica azione di protesta: in accordo con Cisl e Uil, si studieranno altre mobilitazioni se Fondazione Catis non dovesse riaprire il tavolo. Sui 45 esuberi, 30 sarebbero tra gli autisti soccorritori e una quindicina tra chi lavora al 118.

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Lo sciopero di domani alla Fondazione si inserisce in una vertenza che va avanti da diversi mesi, in particolare dopo che le sigle sindacali avevano richiesto a Catis significative modifiche nella turnistica, giudicata molto pesante, e la possibilità di discutere di premi incentivanti. Richieste respinte al mittente, tanto che a gennaio era stato proclamato lo stato d'agitazione. Inoltre la Fondazione Catis aveva deciso di erogare un premio di 100 euro a circa 40 dipendenti su 200 senza passare dalla discussione con il sindacato. E ora arrivano gli esuberi. (dire)

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