Case di riposo, lunedì sciopero dei dipendenti

I sindacati polemizzano con l'associazione di categoria degli ospizi: "Fondi pubblici già incassati, ma i gestori vogliono tagliare i permessi e alzare orario di lavoro"

Mentre le strutture residenziali dell'associazione nazionale strutture terza età (Anaste) emiliano-romagnole incassano i fondi per la non autosufficienza, e il contratto nazionale dei dipendenti è scaduto dal dicembre 2009, quelle stesse 'case per anziani' hanno messo in fila una serie di richieste "al ribasso" per i lavoratori. Per questo, lunedì prossimo in 40 centri che occupano 1.500 lavoratori, Fp-Cgil, Fisascat-Cisl, UilFpl-Uiltucs hanno proclamato a livello nazionale una giornata di sciopero.

E, intanto gli stessi sindacati hanno inviato richieste di incontro sia alla Regione, che stanzia risorse nell'ambito del Fondo regionale per la non autosufficienza, che ai Comuni, che materialmente accreditano le strutture ed erogano le risorse, "proprio per affrontare la gravità della situazione e chiedere loro un impegno concreto". Perche' "l'atteggiamento di Anaste è in contrasto con gli obiettivi dell'accreditamento socio-sanitario, tanto da poter mettere in discussione l'accesso alle risorse pubbliche", mettono in chiaro Marco Bonaccini della Fp-Cgil, Malgara Cappelli della Fisascat-Cisl, Genny Ferrara della Uil-Fpl e Aldo Giammella della Uiltucs.

Il contratto nazionale, spiegano i sindacati, è scaduto a fine 2009 e vede "la totale indisponibilità di Anaste a discutere delle richieste contenute nella piattaforma presentata dai sindacati". Di contro, però, vorrebbe "aumentare l'orario di lavoro settimanale da 38 a 40 ore, azzerare i permessi retribuiti, non pagare i primi tre giorni di malattia e riconoscere, dopo oltre sette anni di mancato rinnovo del contratto, un aumento medio lordo pari a soli 19 euro mensili". Insomma, rincarano le sigle, "siamo di fronte alla proposta di un contratto autofinanziato dagli stessi lavoratori".

Le strutture emiliano-romagnole non solo sono importanti, ragionano i sindacati, ma danno "un ottimo servizio, grazie alla professionalità, all'impegno, alla dedizione dei lavoratori". Gli stessi che "fanno turni sulle 24 ore, sono abituati a lavorare nei giorni festivi e faticano ad arrivare all'età della pensione in condizioni fisiche accettabili".

Ora, spiegano ancora i sindacati, la gran parte delle strutture Anaste è accreditata e quindi incassa importanti risorse pubbliche e garanzie di strutture sempre piene. Per l'intera durata dell'accreditamento, "per rendere l'idea, si tratta di una cifra stimabile attorno ai 130 milioni di euro". Per tutti questi motivi le sigle sono convinte che "l'atteggiamento di Anaste sia in contrasto con lo spirito e con gli obiettivi dell'accreditamento socio-sanitario, tanto da poter mettere in discussione l'accesso alle risorse pubbliche".

Dunque, pur garantendo tutti i servizi necessari al rispetto delle persone ospiti delle strutture, lunedì 27 i lavoratori sciopereranno e dalle 9.30 alle 12 si ritroveranno in presidio sotto la sede Anaste regionale in Strada Maggiore 23 a Bologna. (Dire)

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