Riforma della scuola, insegnanti e genitori in sciopero "Questo decreto è un progetto di privatizzazione"

Un banchetto, un murales, messaggi e poesie arrivati da chi sostiene la battaglia contro la scuola di Renzi: "Così torniamo a prima degli anni Quaranta"

La riforma sulla scuola di Matteo Renzi è tanto indigesta per insegnanti e genitori da dar vita a uno sciopero della fame: banchetti in via De Castagnoli  per la staffetta/sciopero che dal 7 giugno raccoglie consensi contro un decreto legge non va proprio giù: "Chiunque abbia a cuore la scuola pubblica è invitato a sostenerci, ad offrire solidarietà e collaborazione. Non lasciate sola la scuola pubblica, non lasciatela nelle mani di chi vuole trasformarla in un negozio".

UN DDL CHE VA TOLTO DI MEZZO. "Questo decreto deve essere tolto di mezzo, per questo siamo qui a protestare - spiega Giovanni Cocchi, insegnante alla Scuola Media Guercino - E' una riforma che fa tornare a un tipo di scuola classista, divisa, che non garantisce pari opportunità da Sondrio a Mazzara del Vallo, ma che sembra dire molte private piene di eccellenza e per le altre pazienza".   QUI LA VIDEO-INTERVISTA A GIOVANNI COCCHI

Tiziano Tosarelli, insegnante alle scuole primarie di Castel San Pietro Terme : "Sono particolarmente preoccupato per i meccanismi di competizione fra docenti (viene a mancare la collaborazione fra essi, che è la cosa più fruttuosa), ma conflittualità anche fra scuole, per avere più fondi privati, più risorse: insomma questo sembra più un progetto di privatizzazione che altro". QUI LA VIDEO-INTERVISTA A FRANCO TINARELLI

SCIOPERO DELLA FAME ANCHE PER I GENITORI. Ma non sono solo gli insegnanti dei vari gradi di scuola a 'ribellarsi' alla riforma del Governo Renzi; fra loro anche diversi genitori, come Franco Tinarelli, padre di uno studente del Liceo Classico: "Mio figlio ha avuto la fortuna di sfiorare il confine delle riforme e di aver conosciuto anche un modello di scuola che non c'è più: quello delle collaborazioni, che dopo gli interventi Moratti/Gelmini è cominciato a diventare un sistema di scuola competitiva in senso negativo, un modello che certamente non mi piace. Siamo arrivati al 'preside gerarca', facendo un bel salto all'indietro, a prima degli anni Quaranta. A noi genitori sono state raccontate delle menzogne".

Cosa vi aspettate da questa protesta? Ci aspettiamo che i senatori votino secondo coscienza e che questo decreto venga ritirato. In questi giorni sono circa 1.000 le iniziative (fra manifestazioni, banchetti e flash mob) in tutta Italia e valuteremo se continuare la nostra protesta qui a Bologna o spostarci in un'altra città, probabilmente Ferrara. E ci aspettiamo anche che si sappia che non è vero che Renzi ci ha ascoltato. Lo abbiamo anche invitato a un incontro.

Da chi avete ricevuto solidarietà? Abbiamo ricevuto solidarietà da Paglia, Montevecchi e Mossini, mentre da parte dei sindacati abbiamo ricevuto la 'visita' di Colla e Zignani, i quali ci hanno detto che condividono pienamente i nostri contenuti e i nostri obiettivi".

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