Sciopero Poste: oggi portalettere a braccia conserte, Sos sindacati

Fermo e corteo per la giornata odierna. I sindacati si appellano ai parlamentari e alla Regione: "Politica e Istituzioni smettano di stare alla finestra mentre il sistema postale dell'Emilia-Romagna va a rotoli"

"Politica e Istituzioni smettano di stare alla finestra mentre il sistema postale dell'Emilia-Romagna va a rotoli". Nonostante interrogazioni in Parlamento e in Regione, e i tavoli tecnici aperti dall'amministrazione Bonaccini, i sindacati dei postini chiedono a deputati, senatori e amministratori di fare (molto) di più prima che la situazione del servizio postale, "già gravemente compromessa nella nostra regione", degeneri irrimediabilmente. L'appello, che segue il precedente SOS di fine aprile, viene lanciato in vista dello sciopero regionale dei portalettere e dei loro colleghi degli sportelli indetto per oggi, lunedì 27 giugno.

In programma anche un corteo a Bologna, da piazza VIII agosto a piazza Roosevelt, contro la privatizzazione dell'azienda e contro il sistema di recapito un giorno sì e uno no che sta facendo ammassare la corrispondenza non consegnata. A Parma e Piacenza sono fermi al palo fino a 50 quintali, a Rimini nove, a Cattolica 800 chili; in totale, si è parlato di 150 quintali in giacenza in regione e in Parlamento è stato perfino denunciato il caso di una "una lettera consegnata a pochi chilometri di distanza anche 20 giorni dopo la spedizione".

Nel frattempo le cose vanno di male in peggio, spiegano i segretari di Slp-Cisl, Valerio Grillini, Slc-Cgil, Beppe Ledda, di UilPoste, Graziella Gieri, e Failp-Cisal, Walter Priori. Dopo l'avvio delle consegne a singhiozzo sono successe due cose "che non potranno far altro che peggiorare ulteriormente" la situazione. La prima: la decisione del Consiglio dei ministri di privatizzare Poste. Cassa depositi e prestiti avrà il 35%, il restante 29,7% sarà quotato dopo l'estate, mentre il 35,3% è già in Borsa da ottobre 2015 solo per "fare cassa e arginare, seppur in minima parte, la voragine del debito pubblico".

AGCOM VIGILA, GOVERNO: SE DISSERVIZI ALLORA INTERVERRÀ. A decidere se la posta può arrivare a destinazione un giorno sì e uno no sarà la Corte di Giustizia dell'Unione europea. E' ai giudici che lavorano in Lussemburgo, infatti, che il Tar del Lazio ha disposto il rinvio pregiudiziale del ricorso contro la delibera dell'Authority sulle comunicazioni che autorizza Poste a fare le consegne della corrispondenza a giorni alterni. In Emilia-Romagna il problema è molto sentito: in totale, si è parlato di 150 quintali in giacenza nella regione.

Qualche giorno da è arrivato un segnale dal Governo. Il sottosegretario Antonio Giacomelli ha risposto a tre interrogazioni del deputato Pd Tiziano Arlotti e ad una della sua collega dem Marilena Fabbri, entrambi preoccupati per gli effetti delle consegne a singhiozzo. E' stato proprio Giacomelli a spiegare che ora la partita si sposta in sede di Corte di giustizia europea. Nel frattempo, l'Agcom "ha assicurato che, nell'ambito della propria attività di vigilanza, curerà il monitoraggio degli eventuali effetti del modello di recapito a giorni alterni sulla qualità del servizio universale e, ove si riscontrino disagi o disservizi qualitativamente", come nel caso specifico dell'Emilia-Romagna, "non in linea con gli standard previsti provvederà ad adottare i dovuti interventi". Anche il ministero dello Sviluppo economico si è rimboccato le maniche per limitare i disagi dovuti ai piani di riorganizzazione di Poste. 
 

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