Sciopero scuola, la rabbia degli insegnanti scende in piazza anche a Bologna

Al centro della protesta soprattutto la nuova figura del cosiddetto ''preside sceriffo'' e i finanziamenti alle scuole private. Ma anche il modo con cui il Governo ha formulato la riforma. Malcontento anche sul tema assunzioni. In città presidi e cortei

Oggi si sciopera contro la riforma della scuola. Secondo il Governo a scendere in piazza è una parte minoritaria del Paese. E allora vorrà dire che "la miglior risposta a questa affermazione saranno le molte scuole chiuse e una grande partecipazione di piazza", così manda a dire Raffaella Morsia, segretario della Flc-Cgil dell'Emilia-Romagna. Per i sindacati si parla di adesioni numerose, non solo da parte dei docenti, ma anche del personale Ata. E la prospettiva di molti istituti in cui oggi non suonerà la campanella è considerata molto concreta, soprattutto per la partecipazione allo sciopero degli stessi presidi. I numeri ufficiali delle adesioni si avranno comunque solo mercoledì, ma "le sensazioni sono positive- dice anche Anna Cicognani, segretario regionale Cisl scuola- seppur fino all'ultimo è difficile fornire dati precisi".
Al momento di certo ci sono i pullman della Cgil in partenza dall'Emilia-Romagna verso Milano: 35, senza contare tutti coloro che raggiungeranno il capoluogo lombardo autonomamente; una quindicina quelli invece ''targati'' Cisl. "Il Governo sbaglia a sottovalutare la portata delle manifestazioni - avverte Giovanni Cadoni della Gilda di Bologna- c'è grande indignazione per i provvedimenti presentati e le assemblee di questi mesi sono state partecipate in modo massiccio".

MOTIVI DELLA PROTESTA. Al centro della protesta ci sono soprattutto la nuova figura del cosiddetto ''preside sceriffo'' e i finanziamenti alle scuole private. Ma ad esser contestato è anche il modo con cui il Governo ha formulato la riforma, delegando all'esecutivo una materia delicata che, per Costituzione, dovrebbe esser sottoposta a discussione parlamentare, obiettano i sindacati. Poi c'è la faccenda delle assunzioni appese al varo della riforma.
Duri i sindacati sulla questione delle assunzioni: secondo la Cisl, Renzi avrebbe "cambiato le carte in tavola" portandone il numero da 150.000 a 100.000; secondo Gilda invece, il tema sarebbe stato strumentalizzato. "Non siamo contrari alle assunzioni- conferma Cadoni- ma dovrebbero essere fatte con decreto legge, a differenza del resto della riforma". Nel mirino della Cgil, l'atteggiamento arrogante di Renzi: "Quei lavoratori che in tempo di crisi sono disponibili a rinunciare a parte dello stipendio per lo sciopero meritano rispetto e ascolto, non di essere sbeffeggiati".

MOBILITAZIONI IN CITTà. Per coloro che non andranno a Milano, sono stati organizzati dei presidi e flashmob in tutta la regione. A Bologna i manifestanti questa mattina si sono radunati in piazza XX settembre, da qui prende il via la manifestazione regionale organizzata dai Cobas.
Al presidio hanno dato la loro adesione gli "Educatori riuniti" e il Comitato di sostegno alla legge d'iniziativa popolare "Per una buona scuola per la Repubblica". Dalle 12 ci sarà un microfono aperto piazza Nettuno contro la riforma. In piazza San Francesco si sono invece radunati i collettivi studenteschia partire dalle 9 di stamani.

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