Scuole medie Carracci, il Comune 'alza la voce' col Ministero

Un ordine del giorno per sveltire l'arrivo dei fondi per costruire la scuola entro il 2020

Il Comune di Bologna deve alzare la voce con il ministero dell'Istruzione per sveltire l'iter per la costruzione delle nuove scuole medie Carracci, la cui vecchia sede è stata dichiarata inagibile nel 2010. In particolare, il ministero dovrebbe "modificare entro marzo il decreto del 2015 che stabilisce i termini di concessione dei cinque milioni di euro di contributo ministeriale", in modo che la scuola sia pronta per il 2020.

Dice questo, in sostanza, l'ordine del giorno presentato dal Partito democratico, e approvato in Consiglio, con i voti favorevoli di Pd e Coalizione civica, il 'no' di Forza Italia, e l'astensione di Lega nord, Movimento 5 stelle e Insieme Bologna. Nel documento si ricorda che "nel 2012 il Comune ha sottoscritto con il ministero un progetto pilota di riqualificazione dell'edilizia scolastica tramite strumenti finanziari innovativi", come il Fondo immobiliare successivamente individuato dal ministero stesso, e che la costruzione delle nuove scuole Carracci rientra in un progetto che "comprende cinque plessi, per un impegno complessivo di circa 30 milioni di euro". Il problema, sottolinea il forzista Francesco Sassone, e' che "dal 2014 sembra essersi creato un cortocircuito tra ministero dell'Istruzione e ministero dell'Economia, che si rimpallano la questione del Fondo senza che al Comune sia ancora arrivato un soldo".

Sul tema Carracci, Sassone aveva presentato un proprio odg, sostanzialmente identico a quello del Pd, ma non e' stato possibile unificare i due documenti perche', afferma il forzista, "il Pd non ha voluto eliminare l'incipit autocelebrativo del proprio odg", in cui si legge che, come ricorda la consigliera dem Simona Lembi (prima firmataria del documento), "l'amministrazione, nei significativi investimenti di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente", ha "dato priorita' alle scuole danneggiate dal sisma del 2012", aggiungendo che "in ogni caso, nelle scuole medie di Bologna, c'e' sempre stato posto per tutti gli studenti, e nessuno e' mai rimasto senza banco".

Tutte affermazioni, attacca il forzista Marco Lisei, che "ci impediscono di votare l'odg del Pd, pur condividendone i contenuti". Infatti, afferma il consigliere, nel loro documento i dem "mettono il cappello su un tema su cui, in realta', si sono accodati a noi". L'odg forzista, ovviamente, non e' passato, ma dal Pd filtra imbarazzo per la "magra figura fatta in aula", in particolare per non essere riusciti a unificare due documenti di fatto identici a causa, si apprende, "della rigidita' dimostrata da chi non ha voluto togliere dall'odg quella prima parte autocelebrativa, facendo cosi' in modo che Forza Italia non convergesse sul nostro documento".

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