Sea Watch, Rizzo Nervo a Lampedusa: 'No allo sbarco nonostante lo stato di necessità'

L'ex assessore comunale e ora deputato PD, è partito ieri. Bignami: 'Il capitano e l’equipaggio vanno arrestati, i migranti rimpatriati, la nave va affondata'

"Abbiamo appena parlato con la portavoce di Sea Watch a terra. Non li fanno sbarcare nonostante la comandante abbia dichiarato lo stato di necessità e ad ora non vi sono formali spiegazioni del diniego da parte della Capitaneria di Porto. Ora le andiamo a chiedere di persona,". A scriverlo in un post sui social è Luca Rizzo Nervo, già assessore comunale e ora deputato PD, che ieri è partito per Lampedusa per "monitorare da vicino, nell'ambito dei poteri ispettivi di cui dispongono i parlamentari, la situazione della See Watch 3, dei 42 migranti che sono sulla nave, del loro sbarco e della loro accoglienza - continua Rizzo Nervo - e per ringraziare chi ha salvato loro la vita in mare".

La nave con 42 migranti è ferma davanti al porto di Lampedusa da quando la comandante Carola Rackete, ieri ha deciso di forzare il divieto di ingresso nelle acque italiane.

"Il motivo del diniego è un decreto interministeriale a firma Salvini e Toninelli - scrive il deputato dem - che inibisce la possibilità di entrare in acque territoriali e quindi anche portuali, nonostante lo stato di necessità dichiarato dalla comandante. Paradossalmente se fossero con un piede rotto li sbarcherebbero per emergenza sanitaria, la condizione psicofisica di chi vive da 15 giorni su una nave a poche miglia da terra senza poter sbarcare non rileva".

"Il capitano e l’equipaggio della sea watch vanno arrestati, i migranti rimpatriati, la nave va affondata - è l'opinione del depitato di Forza Italia Galeazzo Bignami - uno Stato che si fa umiliare da una nave non è uno Stato. Basta con questo teatrino di ong che vanno solo a soldi e si ammantano di solidarietà per lucrare sulla pelle delle persone, creando ad arte alibi a chi continua a non risolvere i problemi della Nazione. L’Italia ha bisogno di pensare a cose serie".

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini in conferenza stampa al Viminale ha spiegato ieri "Se qualcuno non si ferma alla paletta dei carabinieri viene arrestato, mi domando perché non ci sia identico intervento da parte di chi di dovere nei confronti di chi è reiteratamente al di fuori della legge". "È come uno che non si ferma al blocco stradale", ha aggiunto prima di lanciare un suo ultimatum all'Unione Europea: "Se l'Europa continuerà a mostrare il suo disinteresse noi possiamo considerare di non inserire più in banca dati europea i dati anagrafici degli immigrati che arrivano in Italia in modo tale che ognuno sia libero di circolare e di andare dove vuole".

Il sindaco premia Alice, la bolognese sulla nave dei migranti

"Un atto di gravità inaudita". Così il premier Giuseppe Conte ha definito il gesto del comandante della Sea Watch "mi sembra che le cose siano molto chiare: c'è una comandante che si è assunta una grave responsabilità e si è posta volontariamente in una situazione di grave necessità". Il presidete ha ricordato che da parte Italiana è stato "emesso un provvedimento che vieta l'ingresso, la sosta e l'approdo nelle nostre acque".Eppure, "dopo questo divieto la comandante ha continuato a insistere ritenendo che solo l'Italia sarebbe un approdo. Una condotta che ritengo di una gravità inaudita". Ora, ricorda, "la questione non è tanto nelle mani del governo ma della magistratura italiana , fermo restando che abbiamo già assunto iniziative formali sul piano diplomatico".

Ma cosa rischia ora la comandante della nave Sea Watch? Carola Rackete potrebbe ricevere una sanzione che varia da 10.000 a 50.000 euro. A emettere le multe sarebbe il prefetto territorialmente competente, quello di Agrigento. La gara di solidarietà scattata ieri sul web ha già permesso di raccogliere più di 50.000 euro. Secondo il decreto sicurezza bis, solo in caso di reiterazione del divieto, scatta la sanzione accessoria della confisca della nave.

Sea Watch presenta un esposto alla Procura di Agrigento

Intanto la Sea Watch, per il tramite dei suoi legali Alessandro Gamberini del foro di Bologna e Leonardo Marino del foro di Agrigento, ha trasmesso un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento "per portare all'attenzione dei magistrati i tratti essenziali della vicenda". 

"Attraverso la ricognizione del caso già segnalata dal Capitano della Sea Watch 3, Carola Rackete, alla Guardia Costiera nella giornata di ieri - affermano i legali in una nota -, si vuole contribuire alla valutazione circa la sussistenza di eventuali condotte di rilevanza penale, poste in essere dalle autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso, nonché demandare alla valutazione dell'autorità giudiziaria l'adozione di tutte le misure necessarie a porre fine alla situazione di gravissimo disagio a cui sono attualmente esposte le persone a bordo della nave".

Intanto la Sea Watch è ancora lì, davanti al porto di Lampedusa. "Non possiamo più aspettare - fa sapere la Ong su Twitter -. La disperazione delle persone non è qualcosa con cui giocare"

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