Ambienti di lavoro pericolosi, operai in nero e azienda-dormitorio: sigilli e denunce

Controlli a tappeto nelle ditte della provincia, la situazione più critica a Decima: sotto sequestro un magazzino i cui operai, di nazionalità cinese, lavorano per conto di un noto marchio di moda italiano

Controlli in una delle ditte finite sotto la lente di ingrandimento

Controlli a tappeto ieri. Nel mirino le ditte della provincia di Bologna, dove sono diversi i "furbetti" pizzicati per manodopera in "nero", ambienti di lavoro pericolosi, illeciti amministrativi. Sono state elevate sanzioni fino a 20 mila euro e denunce. E c'è anche chi - come nel caso di una fabbrica che opera per un noto marchio di moda -  ha visto scattare i sigilli.

Turni da 14 ore, poi a dormire nei loculi: scattano le sanzioni

L’attività -svolta dagli uomini delle Forze dell'ordine - ha visto anche l’ausilio di altri reparti dell’Arma dei Carabinieri, il NAS e NIL di Bologna e del personale civile dell’Ispettorato del Lavoro e dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna e Imola. Tra le aziende tessili ispezionate nella Provincia di Bologna, alcune sono state sanzionate perché non erano in regola con la normativa.
 

Magazzino settore moda sotto sequestro a Decima

Tra San Pietro in Casale, Crevalcore, Pieve di Cento e San Matteo della Decima, sono stati ispezionati quattro laboratori e tre titolari  cinesi, di età compresa tra i quarantaquattro e i quarantanove anni, sono finiti nei guai per una serie di anomalie riscontrate durante il servizio.

La situazione di maggiore criticità - rilevano gli investigatori - "è stata rilevata a San Matteo della Decima, dove sono stati messi i sigilli allo stabile di un magazzino i cui operai, di nazionalità cinese, lavoravano per conto di un marchio di moda italiano.  La chiusura dello stabile è scattata a seguito dell’assenza dei requisiti di sicurezza logistici, come l’impianto elettrico che mostrava diverse anomalie pericolose per l’incolumità dei lavoratori. Tra questi, ve ne erano alcuni assunti in nero”.

Lavoratori "in nero", anche fino al 90%. Immigrati irregolari e aziende-dormitorio

A Mordano, è stato denunciato il titolare di una ditta perché aveva “assunto” sei dipendenti su sette in “nero”, riferiscono gli investigatori. L’uomo, quarantunenne cinese, è stato anche sanzionato per un importo di oltre 20.000 euro a seguito di una serie di illeciti amministrativi.

A Calderara di Reno, infine,durante l’ispezione di una ditta sono stati identificati cinquantotto lavoratori, quasi tutti cinesi, a parte cinque pakistani. Tra questi - fanno sapere le forze dell'ordine - un operaio cinese era stato assunto pur essendo irregolare sul territorio italiano e per questo motivo, il titolare dell’azienda, cinquantaseienne cinese, oltre ad essere pesantemente sanzionato per le irregolarità riscontrate, è stato anche denunciato all’Autorità Giudiziaria. Sono state rilevate anche delle violazioni edilizie perché alcune stanze erano state trasformate in camere,  a discapito delle condizioni di salute.

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