Neve e caos 'pappa' a scuola, Merola chiede le dimissioni dell'Ad di Seribo

Per il sindaco la società ha mostrato una "disorganizzazione inaccettabile" durante l'emergenza maltempo. Intanto in Comune blitz dei lavoratori Seribo: 'Politici andate a spalare la neve'

"Ritengo opportune le dimissioni dell'amministratore delegato di Seribo, Paolo Arduini, in quanto primo responsabile gestionale della società e il conseguente azzeramento del cda". Così il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha comunicato oggi durante la seduta del consiglio comunale. La richiesta arriva dopo il caos che venerdì si è venuto a creare nel servizio di ristorazione scolastica a causa del maltempo.

Nell'affrontare la situazione di venerdì, Seribo ha mostrato una "disorganizzazione inaccettabile", ha argomentato Merola. Del resto, "nell'intera città le mense hanno funzionato, compreso quelle dell'Ausl". Chiedere l'azzeramento del Cda della società, quindi, rappresenta un "segnale di serietà e della nostra volontà di intervenire su questa vicenda in via risolutiva".
Merola  esprime "come sempre piena fiducia nell'operato della magistratura", visto che "sono in atto indagini della Procura, attraverso i Nas, per verificare l'ipotesi di interruzione di servizio pubblico", viste le grosse difficoltà in cui la società si è venuta a trovare venerdì', dopo la nevicata, nel garantire la fornitura dei pasti nelle scuole. "Sulla base dell'esito di queste indagini, come Comune- ribadisce Merola- ci riserviamo ogni azione a tutela del Comune e delle famiglie". Tuttavia, sulla base delle verifiche già effettuate dall'amministrazione, per Merola sono "opportune" le dimissioni dell'amministratore delegato Paolo Arduini, con "conseguente azzeramento del cda" della società mista: passo che implica anche la decadenza del presidente, Giovanni Xilo. "Al più presto quindi sarà convocata l'assemblea dei soci per ridisegnare l'assetto aziendale della società in questa delicata fase di transizione", continua Merola.

"Sta emergendo in sostanza una gestione inadeguata dell'emergenza che si è venuta a creare. Questo, pur di fronte a una giornata di disagi per l'intera città metropolitana- dichiara il sindaco- rende non ammissibile una gestione inadeguata di questo tipo dell'organizzazione aziendale, in particolare per una produzione pasti rivolta ai bambini". Continua Merola: "Siamo perciò determinati a procedere alla impostazione di un nuovo assetto della produzione pasti, che garantisca maggiore trasparenza e qualità per un servizio cosìimportante rivolto ai genitori e in particolare ai bambini". Un nuovo assetto "nel quale dovrà essere fondamentale un ruolo più incisivo dei genitori e dei lavoratori nelle attività di controllo della qualità della produzione pasti", afferma il sindaco.

Già prima del caos di venerdì, la Giunta aveva annunciato l'intenzione di liquidare Seribo ed esternalizzare il servizio tramite affidamento. "Procederemo con la gara d'appalto", conferma il sindaco: "Faremo tutti i confronti necessari, a partire dal fatto che questo gia'' avviene in tantissime città d'Italia, garantendo innanzitutto i lavoratori".
A proposito di lavoratori, Merola li ringrazia per aver "deciso di convocare per oggi la loro assemblea sindacale, evitando con responsabilià di fare mancare i pasti anche nella giornata di domani".

PROTESTA IN COMUNE, BLITZ DEI LAVORATORI SERIBO. "Noi gli assenteisti? Iniziate a pulire le strade, invece di dare la colpa ai lavoratori di Seribo". A colpi di slogan e di "Vergogna vergogna", con i coperchi di pentole alla mano e cartelli contro la privatizzazione della società, oggi, una cinquantina di lavoratori ha interrotto per due volte il Consiglio comunale di Bologna. Chiamando a gran voce il sindaco, Virginio Merola e l'assessore al Bilancio, Silvia Giannini. Prima di partecipare a una assemblea alla Camera del lavoro "per decidere quali iniziative di lotta far partire contro la privatizzazione", i lavoratori (alcuni avevano appuntato ai vestiti anche un adesivo con su scritto "Seribo: polpetta avvelenata") si sono voluti difendere dalle accuse di assenteismo volate nei giorni scorsi, dopo che venerdì, a scuole aperte, Seribo ha comunicato che non poteva rifornire le mense. "Noi assenteisti- alza la voce una lavoratrice rivolta al Consiglio- e voi quanti siete anche oggi che non nevica? C'è gente qui che venerdì si è alzata alle 5 per spalare la neve e andare al lavoro". Non è vero che "eravamo in 17, eravamo quasi 50 e se non ci avessero mandato a casa qualche bambino in più avrebbe mangiato", aggiunge un'altra.

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