"Sextorsion": ricatti e minacce dopo il gioco erotico via web, nei guai due uomini e una donna

Un bolognese vittima di intimidazioni ed estorsioni quando avrebbe interrotto la “trattativa”

Minacce ed estorsione a un cittadino nel bolognese da parte di tre soggetti di origine milanese, due uomini e una donna. Sono stati i Carabinieri della Stazione di Budrio a raccogliere la denuncia della vittima. Con l’ausilio dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Molinella, sotto la guida e la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, hanno completato le attività investigative, sviluppando i dati relativi alle anagrafiche delle utenze e delle intestazioni utilizzate. 

VIDEO - La Polizia Postale spiega: "Così funzionano le sextortion" 

Estorsione

Secondo quanto riferito ai militari, durante un gioco erotico con una donna contattata su un sito web di incontri, un operaio bolognese sarebbe rimasto vittima di intimidazioni ed estorsioni quando avrebbe deciso di non voler più continuare la “trattativa” che avrebbe dovuto, concludersi con un incontro personale. Al rifiuto dell’uomo, la donna, lo ha contattato intimandogli di versare, su una carta “Postepay”, la somma di 150 euro, sotto minaccia di divulgare pubblicamente gli episodi. L’uomo, intimidito, ha versato il denaro, bloccando però la sua utenza. Ma non è servito. Dopo poco, sull’utenza cellulare della vittima, sono cominciati ad arrivare una serie di messaggi vocali “Whatsapp” che gli intimavano una serie di pagamenti da eseguire con le stesse modalità, però, da un numero sconosciuto e da una voce maschile che minacciava la vittima se non avesse soddisfatto le richieste. E così che il bolognese ha versato la somma totale di 1.050 euro. Il pomeriggio del giorno successivo, l’uomo, esausto e spaventato, ha deciso di raccontare tutto ai Carabinieri. 

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Gli indagati

Alla "regia" dell'estorsione, una donna 31enne, senza occupazione, pregiudicata e attualmente detenuta presso il carcere di Bollate (MI): era lei che adescava le vittime. Dal ricatto con minaccia di divulgazione – “Sextorsion”, da cui prende il nome l’indagine – si passava poi alle maniere forti, con la minaccia di male fisico; di questo se ne occupava un 32enne, anche lui nullafacente, pluripregiudicato e attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Busto Arsizio (VA) per reati estorsivi. Di incassare il denaro, invece, si preoccupava P. J. J., 23enne, anche lui senza lavoro, con precedenti di polizia, tutti italiani. Per i primi due è stata disposta la misura di custodia cautelare in carcere, per il terzo quella di obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, oltre al processo che attende tutti e tre.

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