Era stata avvistata in Piazza Maggiore la scorsa settimana, ma sarà l’autopsia a dire quale sia stata l’ora del decesso e quindi se Silvia Pedroni abbia avuto modo di allontanarsi realmente da Forlì, dove era tornata a vivere da qualche mese, dopo un lungo periodo bolognese. Dopo l’affissione di volantini in giro per la città e una segnalazione che testimoniava il suo passaggio a Bologna i familiari speravano fosse tornata dove aveva delle conoscenze.
IL RITROVAMENTO DEL CORPO. Ma qualche ora fa il suo corpo senza vita è stato trovato nei pressi dell'ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Vecchiazzano, Forlì, a poca distanza dalla casa dei genitori. Il cadavere della 38enne romagnola è stato rinvenuto dal personale del Soccorso Alpino, con unità cinofile, nel corso delle ricerche interforze che hanno visto coinvolti Carabinieri, Polizia, polizia Provinciale e Protezione Civile.
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LE SUPPOSIZIONI. “A Chi l’ha Visto” suo fratello aveva parlato di “periodo difficile” e di stato depressivo: vicino a lei, vestita con gli stessi abiti che indossava nel momento dell’allontanamento, i suoi farmaci e una bottiglia di whisky. Le indagini e l’autopsia chiariranno se si sia trattato di suicidio, prima ipotesi che emerge mettendo insieme tutti i pezzi della tragica storia di Silvia. Ma non si esclude alcuna pista e le Forze dell’Ordine hanno recintato l’area del ritrovamento in cerca di tracce.





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